lunedì, Luglio 27

Garlasco, depositata la perizia sul Dna sotto le unghie di Chiara Poggi: cosa cambia ora

Nuovo capitolo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. La genetista Denise Albani, nominata dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia nell’ambito dell’incidente probatorio, ha ufficialmente depositato la relazione sulle analisi del materiale genetico repertato sotto le unghie di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

Il documento, atteso entro il 5 dicembre, arriva a sei mesi dall’avvio dell’incidente probatorio e rappresenta uno snodo decisivo nella nuova indagine che vede Andrea Sempio indagato per omicidio. La perizia è stata notificata alle parti con una comunicazione inviata nel pomeriggio dalla stessa Albani.

Cosa contiene la perizia appena depositata

La relazione include gli esiti completi degli esami condotti negli ultimi mesi su diversi reperti, tra cui la cosiddetta analisi cardine: il profilo genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima. Un materiale che per la prima volta, dopo anni di dibattito, è stato nuovamente valutato con tecniche moderne.

Secondo quanto emerso da anticipazioni circolate nei giorni scorsi, il profilo genetico – parziale, misto e con 12 marcatori su 16 – risulterebbe altamente compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio. Un elemento che, per la Procura e i Carabinieri, potrebbe aggravare la posizione dell’indagato.

Cosa dice la difesa di Sempio: “Risultati deboli e non individualizzanti”

I legali di Sempio, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, mantengono la massima cautela. Interpellati dopo il deposito, hanno scelto di non commentare prima di aver esaminato il documento completo.

I consulenti della difesa, Armando Palmegiani e Marina Baldi, già nei giorni scorsi avevano contestato la solidità delle anticipazioni, sostenendo che il profilo genetico:

  • è degradato e parziale;
  • è un mix non consolidato, con tutti i limiti statistici del caso;
  • non è attribuibile a una singola persona, ma solo a una linea familiare;
  • potrebbe essere stato trasferito per via indiretta (contatto con oggetti), senza interazione fisica diretta.

Per i difensori, anche se correttamente interpretato, il risultato non avrebbe valenza “individualizzante”.

Il fronte della famiglia Poggi: “Un dato non ancora scientificamente affidabile”

Neppure i consulenti della famiglia Poggi, Marzio Capra e Dario Redaelli, si sbilanciano. Entrambi avevano già dichiarato che un risultato genetico “in condizioni di criticità e non consolidato” non può essere considerato un dato scientifico certo e utilizzabile.

La stessa posizione adottata nel 2014 dal genetista Francesco De Stefano, che giudicò quel materiale “non comparabile”, fornendo la base scientifica per la precedente archiviazione di Sempio nel 2017.

Il prossimo passo: l’udienza del 18 dicembre

Tutto converge ora verso la data chiave: 18 dicembre 2025.

In quell’udienza le parti discuteranno davanti alla giudice:

  • gli esiti delle analisi sul Dna sotto le unghie di Chiara;
  • gli accertamenti sulla spazzatura trovata nella villetta (mai analizzata in 18 anni);
  • eventuali nuovi elementi emersi nella lunga fase di incidente probatorio.

Solo dopo quella giornata sarà possibile comprendere se la perizia rappresenterà una svolta investigativa o se resterà un tassello dai contorni ancora incerti.

Nel frattempo, la posizione di Sempio resta oggetto di approfondimento anche per altri elementi contestati dalla Procura:

  • le telefonate notturne alla casa Poggi;
  • il presunto finto alibi dello scontrino del parcheggio;
  • la compatibilità temporale con la dinamica del delitto.

Un mosaico complesso in cui la genetica rappresenta solo uno dei tasselli, ma certamente tra i più delicati.