L’influenza stagionale continua a colpire duramente la Campania, con un numero crescente di casi complicati da polmoniti virali e batteriche che stanno mettendo sotto pressione l’intera rete ospedaliera regionale. I ricoveri per insufficienza respiratoria aumentano giorno dopo giorno e, secondo i dati raccolti nelle principali strutture sanitarie, circa l’80% dei pazienti più gravi risulta non vaccinato.
La situazione è tale da ricordare, per intensità e impatto organizzativo, alcune fasi della pandemia da Covid-19. Pronto soccorso affollati, reparti saturi e necessità di riorganizzare i ricoveri ordinari sono diventati elementi ricorrenti in molte province campane.
Ospedali sotto stress e stop ai ricoveri ordinari
I picchi di accessi registrati dopo le festività natalizie hanno costretto diversi ospedali a rallentare o sospendere temporaneamente i ricoveri programmati. In alcune strutture, come accaduto nel Salernitano, le priorità sono state ridisegnate per garantire assistenza ai pazienti con polmoniti gravi e crisi respiratorie.
La rete sanitaria nel suo complesso regge, ma lo fa in una condizione di forte affanno. Medici di famiglia e pediatri segnalano un aumento significativo delle richieste di visita e di invio in ospedale, soprattutto per pazienti fragili, anziani e soggetti con patologie pregresse.
Napoli e area metropolitana: numeri in forte crescita
A Napoli e nell’area metropolitana si concentrano gli afflussi più consistenti. Nei grandi ospedali cittadini, subito dopo Capodanno, gli accessi al pronto soccorso sono aumentati fino al 25%. Ogni giorno si registrano centinaia di pazienti, con una quota rilevante affetta da polmoniti influenzali che richiedono ricovero e ossigenoterapia ad alti flussi.
In diversi casi le infezioni risultano particolarmente complesse, con necessità di ventilazione assistita e terapie antibiotiche prolungate. Le polmoniti da virus influenzali di tipo A, spesso associate a sovrainfezioni batteriche come il pneumococco, rappresentano una delle principali cause di saturazione dei reparti di medicina d’urgenza e sub-intensiva.
Provincia di Napoli: emergenza nei pronto soccorso
Nel territorio della provincia nord di Napoli l’incidenza di infezioni respiratorie complicate resta molto elevata. Negli ultimi giorni, diversi ospedali hanno registrato decine di ricoveri per polmoniti bilaterali influenzali, con pazienti prevalentemente tra i 60 e gli 80 anni, in larga parte non vaccinati.
In alcune strutture i posti letto destinati alla terapia sub-intensiva risultano completamente occupati, mentre una quota significativa dei ricoverati necessita di supporto respiratorio continuo. Per alleggerire la pressione, numerosi casi meno gravi vengono gestiti a domicilio attraverso protocolli dedicati, ma l’equilibrio resta fragile.
Avellino e Benevento: anziani fragili tra i più colpiti
Nelle province di Avellino e Benevento l’afflusso di pazienti con complicanze influenzali è costante. A ricorrere più frequentemente al pronto soccorso sono gli anziani fragili, spesso con sintomi respiratori severi, dispnea marcata e forte astenia.
Nei reparti di geriatria e medicina interna si osservano numerosi casi di polmonite e sindromi influenzali complesse. Nei soggetti più anziani, le complicanze non si manifestano solo con tosse e febbre, ma anche con alterazioni dello stato di coscienza, confusione e disorientamento, rendendo necessaria un’osservazione clinica prolungata.
Caserta e Salerno: flussi elevati e reparti in saturazione
Anche nel Casertano e nel Salernitano la pressione sugli ospedali resta molto alta. Dall’inizio dell’anno, una quota significativa degli accessi ai pronto soccorso riguarda complicanze respiratorie legate all’influenza stagionale. In alcuni presidi, fino a un quarto dei pazienti arriva con quadri clinici riconducibili a polmoniti influenzali.
Nel Salernitano, in particolare, si registrano punte giornaliere di centinaia di accessi. Alcuni ospedali sono già in saturazione, con numerosi casi di insufficienza respiratoria grave che hanno richiesto trasferimenti verso reparti specializzati di pneumologia per garantire continuità assistenziale.
Vaccinazioni e resistenza agli antibiotici
Un dato che emerge con chiarezza riguarda lo stato vaccinale dei pazienti più gravi: la maggioranza non aveva effettuato la vaccinazione antinfluenzale. Parallelamente, i clinici segnalano una crescente difficoltà nel trattamento di alcune infezioni batteriche a causa della resistenza agli antibiotici, un problema che allunga i tempi di degenza e complica ulteriormente la gestione dei reparti.
L’ondata influenzale non è ancora conclusa e, con la riapertura delle scuole e il ritorno alla piena mobilità, gli operatori sanitari temono un ulteriore incremento dei casi nelle prossime settimane. La situazione resta sotto costante monitoraggio, mentre l’intero sistema sanitario regionale continua a operare in assetto di emergenza.


















