venerdì, Luglio 17

Strage Crans-Montana, Rita Dalla Chiesa commossa alla Camera: “Non riesco più a vedere un caminetto acceso”

La strage di Crans-Montana continua a lasciare ferite profonde non solo nelle famiglie delle vittime, ma anche nelle istituzioni. Nell’Aula della Camera dei Deputati, durante il momento di commemorazione, le parole di Rita Dalla Chiesa hanno spezzato il silenzio con una forza emotiva che ha colpito l’intero emiciclo.

Visibilmente commossa, la deputata ha raccontato come quella tragedia abbia cambiato per sempre il suo modo di guardare gesti e immagini quotidiane. “Non riesco più a vedere un caminetto acceso, non ce la faccio”, ha detto con la voce rotta. “Dietro quelle fiamme vedo i volti di quei ragazzi”.

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Il dolore che entra nella vita quotidiana

Le parole pronunciate in Aula non sono state un intervento politico in senso stretto, ma una testimonianza personale che ha reso evidente quanto la tragedia di Capodanno in Svizzera sia diventata un dolore collettivo. Le fiamme che hanno avvolto il locale di Crans-Montana non restano confinate alla cronaca giudiziaria: entrano nelle case, nei pensieri, nella vita quotidiana di chi ascolta.

Dalla Chiesa ha spiegato come anche immagini apparentemente innocue siano diventate insopportabili. Il fuoco di un camino, simbolo tradizionale di calore e intimità, si è trasformato in un richiamo immediato a quella notte, ai ragazzi intrappolati, al panico e alla morte.

“Sono diventati anche la nostra famiglia”

Il passaggio più intenso del suo intervento è arrivato quando ha rivolto un messaggio diretto ai familiari delle vittime. “I familiari devono sapere che sono diventati anche la nostra famiglia”, ha affermato, sottolineando come il dolore non sia rimasto confinato ai confini geografici o alle singole storie personali.

In Aula, il silenzio è diventato palpabile. Quelle parole hanno dato voce a un sentimento diffuso nel Paese: la percezione che quei ragazzi, morti mentre festeggiavano l’arrivo del nuovo anno, rappresentino una ferita aperta per tutta la comunità nazionale.

La Camera unita nel ricordo

L’intervento di Rita Dalla Chiesa si è inserito in una giornata segnata da momenti di raccoglimento e commemorazione. Alla Camera, così come in altre sedi istituzionali, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime della strage, molte delle quali giovanissime.

Il clima nell’emiciclo non è stato quello dello scontro politico, ma di una partecipazione trasversale. Deputati di schieramenti diversi hanno condiviso lo stesso sentimento di dolore e di sgomento, consapevoli che quanto accaduto a Crans-Montana impone una riflessione profonda sulla sicurezza, sulle responsabilità e sulla tutela dei più giovani.

Una tragedia che interroga le istituzioni

Le parole pronunciate in Aula non sono rimaste isolate. La strage continua a essere al centro di indagini complesse, sia in Svizzera che in Italia, mentre le famiglie chiedono verità e giustizia. Il coinvolgimento emotivo espresso da Dalla Chiesa riflette un sentimento diffuso anche tra molti rappresentanti delle istituzioni, chiamati ora a trasformare il cordoglio in azioni concrete.

La difficoltà nel guardare un caminetto acceso diventa così il simbolo di qualcosa di più grande: la consapevolezza che nulla, dopo quella notte, può essere davvero come prima. E che il ricordo di quei ragazzi continuerà a vivere non solo nelle aule giudiziarie, ma anche nella coscienza collettiva del Paese.