Il 9 febbraio 2026, la Sicilia è stata nuovamente scossa da un terremoto, questa volta con epicentro sull’isola di Alicudi.

La magnitudo registrata è stata di 2.9, un evento che, sebbene non di grande intensità, ha riacceso l’attenzione su una regione spesso colpita da fenomeni sismici. Questo terremoto segue un altro evento sismico avvenuto nelle ultime 24 ore, creando un clima di preoccupazione tra gli abitanti e i turisti.

La Sicilia, con la sua storia di attività vulcanica e sismica, è un territorio che vive in un costante stato di allerta. Ogni scossa, anche se lieve, riporta alla mente i ricordi di eventi passati, spesso devastanti. La popolazione, abituata a convivere con questi fenomeni, si trova a dover affrontare non solo la paura immediata, ma anche le conseguenze psicologiche di una terra che trema.
Un’isola fragile
Alicudi, una delle isole Eolie, è conosciuta per la sua bellezza naturale e la sua tranquillità. Ma la sua geografia la rende vulnerabile. Le scosse sismiche, anche quelle di bassa intensità, possono avere effetti devastanti su un territorio così fragile. Gli edifici, spesso antichi e non progettati per resistere a terremoti, possono subire danni significativi. La vita quotidiana degli abitanti è segnata da un equilibrio precario, dove la bellezza del paesaggio si scontra con la dura realtà della natura.



