sabato, Luglio 18

“Ho sparato”. Cacciatori morti nel bosco, clamorosa svolta nelle indagini

Triplice omicidio nei boschi del Messinese: svolta nelle indagini, un 52enne ammette la sparatoria


Potrebbe essere vicina a una svolta l’inchiesta sul triplice omicidio avvenuto il 28 gennaio nei boschi di Montagnagrande, in provincia di Messina.

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Tre cacciatori uccisi nel bosco

Le vittime sono i fratelli Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, entrambi residenti a San Pier Niceto, e Antonio Gatani, 82 anni, di Patti.

I corpi sono stati ritrovati a circa trenta metri di distanza l’uno dall’altro, in una zona impervia abitualmente frequentata da cacciatori.

La tragedia si è consumata durante una battuta di caccia al cinghiale.

L’ammissione dell’unico indagato

Un bracciante agricolo di 52 anni, identificato con le iniziali A.S., è attualmente l’unico indagato.

L’uomo ha ammesso di essere stato presente sul luogo della sparatoria e di aver preso parte al conflitto a fuoco.

La dichiarazione è stata resa inizialmente come persona informata sui fatti, senza la presenza di un legale.
Successivamente, però, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Silenzio e nuovi interrogatori

Dopo la parziale confessione, il 52enne non ha fornito ulteriori dettagli sulla dinamica né sulle motivazioni che avrebbero portato allo scontro armato.

Nei prossimi giorni è previsto un nuovo interrogatorio.

Gli investigatori attendono intanto gli esiti delle perizie balistiche, ritenute fondamentali per ricostruire con precisione le traiettorie dei colpi, le armi utilizzate e le eventuali responsabilità.

Le perizie tecniche e gli accertamenti

In un primo momento, i difensori dell’indagato avevano chiesto la riserva di incidente probatorio, sospendendo per alcuni giorni gli accertamenti su fucili, cartucce, proiettili, indumenti e dispositivi elettronici.

Successivamente la richiesta è stata ritirata, consentendo la prosecuzione delle analisi.

Anche il tampone per la ricerca di residui di polvere da sparo potrebbe avere un valore limitato, poiché l’uomo è un cacciatore abituale e aveva maneggiato armi nei giorni precedenti.

Le ultime ore prima della tragedia

Secondo quanto ricostruito, la mattina del 28 gennaio il 52enne si sarebbe recato all’alba a casa di Antonio Gatani per un caffè, prima di dirigersi verso la campagna di Montagnareale per recuperare il cane da caccia.

In un primo momento avrebbe dichiarato di essersene andato a causa della pioggia.
In seguito ha ammesso di essere rimasto sul posto e di aver partecipato alla sparatoria.

Resta ora da chiarire cosa abbia innescato il conflitto a fuoco che ha portato alla morte dei tre uomini.

Indagini ancora in corso

Al momento le uniche certezze sono la presenza dell’indagato sul luogo della tragedia e il ritrovamento dei tre corpi.

Saranno le perizie tecniche e i prossimi interrogatori a stabilire con precisione dinamica e responsabilità in uno dei casi più gravi avvenuti nelle ultime settimane in Sicilia.

Indagini in corso. L’uomo resta indagato fino a eventuale sentenza definitiva.