
Il silenzio durante la guerra
Di Maio ricopre dal 2023 il ruolo di rappresentante speciale Ue per il Golfo Persico, una posizione strategica che coinvolge paesi come Bahrein, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Proprio queste aree sono state colpite da missili nelle ultime settimane, ma da parte dell’ex ministro degli Esteri italiano non sono arrivate dichiarazioni pubbliche rilevanti.
Un silenzio che dura ormai da oltre due settimane, mentre il conflitto continua a intensificarsi.
L’ultima apparizione pubblica
L’ultima presenza diretta risale al 27 febbraio, quando Di Maio era a Roma per un convegno dedicato proprio al Golfo, definito come un “hub di trasformazione strategica globale”. Il giorno successivo sono iniziati i bombardamenti su Teheran, segnando l’avvio della nuova escalation militare.
Successivamente, l’unico intervento registrato è del 13 marzo, in collegamento video alla fiera LetExpo di Verona, dove ha parlato genericamente di de-escalation.
Un ruolo chiave ma poco visibile
Il mandato di Di Maio è centrale nella gestione dei rapporti tra Unione Europea e paesi del Golfo, soprattutto in un contesto di crisi internazionale. La sua nomina è arrivata il 15 maggio 2023 da parte del Consiglio Ue, su proposta del governo Draghi e con ratifica successiva sotto il governo Meloni. Ha superato candidati di alto profilo internazionale, tra cui ex commissari europei e inviati delle Nazioni Unite.

















