Domenica 22 e lunedì 23 marzo l’Italia vota sul referendum costituzionale sulla giustizia. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 il primo giorno e dalle 7 alle 15 il secondo. Per esprimere il proprio voto è necessario recarsi presso la sezione alla quale si è stati assegnati — il cui indirizzo è riportato sulla tessera elettorale — con i documenti giusti. Ma prima di uscire di casa, vale la pena rispondere ad alcune domande pratiche che in molti si fanno solo all’ultimo momento.
Cosa portare, cosa lasciare a casa, cosa fare se la tessera è piena o il documento è scaduto: ecco una guida completa e aggiornata per arrivare al seggio senza problemi.
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La tessera elettorale: cosa fare se è piena, persa o rovinata
La tessera elettorale è uno dei due documenti obbligatori per accedere al seggio. Prima di uscire di casa, controllare che abbia ancora spazio per un nuovo timbro: se è piena, non si potrà entrare in cabina. In quel caso — ma anche se è persa o rovinata — bisogna recarsi all’ufficio elettorale del proprio Comune di residenza, che resterà aperto per tutta la durata delle operazioni di voto. Per la tessera smarrita serve compilare un’autocertificazione che ne dichiari lo smarrimento: molti Comuni consentono di farlo online o di scaricare il modulo. Le procedure sono sempre gratuite e possono essere svolte anche da un’altra persona, purché munita di delega e copia del documento dell’interessato.
Il documento di identità: anche quello scaduto va bene
Il secondo documento necessario è quello di identità o riconoscimento personale. Non serve necessariamente la carta d’identità: vanno bene anche la patente di guida, il porto d’armi, il libretto pensione, la tessera di appartenenza a un ordine professionale e qualsiasi altro documento rilasciato da un ente pubblico, purché dotato di fotografia. Buona notizia per chi ha il documento scaduto: è valido comunque, purché sia integro sotto ogni altro aspetto e abbia la fotografia che consente l’identificazione.
Smartphone e dispositivi fotografici: lasciarli fuori dalla cabina
Qualsiasi dispositivo in grado di scattare fotografie o registrare video — smartphone, tablet, ma anche occhiali smart come i Ray-Ban Meta — va consegnato ai componenti del seggio prima di entrare in cabina. La norma tutela la segretezza del voto e contrasta il fenomeno del voto di scambio. Chi trasgredisce rischia l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda tra i 300 e i 1.000 euro, ai sensi della legge 96/2008.
Matita, penne e pennarelli: li danno loro
Non serve portare nulla per scrivere. L’unico strumento autorizzato per tracciare la propria croce sulla scheda è la matita copiativa fornita dagli scrutatori: indelebile e tale da non lasciare segni visibili sul lato opposto della carta. Si vota tracciando una croce su “Sì” per confermare la riforma, su “No” per bocciarla.
Figli: non entrano in cabina con voi
Non è possibile accedere alla cabina di voto insieme a figli minori. L’unica eccezione riguarda il voto assistito per gli elettori materialmente impediti a esprimere in autonomia la propria preferenza — come i non vedenti — previa esibizione di un apposito certificato medico.
Cani: dipende dal presidente di seggio
Non esiste una norma che vieti esplicitamente di portare il cane al seggio. Nei fatti, però, spetta al presidente di seggio valutare caso per caso: può vietare l’accesso in presenza di persone fobiche o con allergie. Come precisato da esperti legali, in questi casi è necessario bilanciare gli interessi garantendo comunque il diritto di voto a tutti.
Propaganda al seggio: vietata entro 200 metri
Nei giorni di votazione è vietata qualsiasi forma di propaganda elettorale entro 200 metri dall’ingresso delle sezioni, ai sensi della legge 212/1956. Manifesti, volantini, megafoni e qualsiasi altro strumento di propaganda sono fuori legge in quella zona: la sanzione amministrativa prevista oscilla tra i 103 e i 1.032 euro.