lunedì, Giugno 22

Referendum, choc alle urne! L’affluenza delle 19

La giornata del referendum sulla giustizia continua a sorprendere. Il dato dell’affluenza alle ore 19 di domenica 22 marzo si attesta oltre il 37% — un numero che, sommato al record già stabilito alle 12 con il 14,92%, dipinge un quadro di partecipazione che nessuno si aspettava alla vigilia. Le stime iniziali parlavano di un’affluenza finale tra il 40% e il 50%. Ora, con ancora la serata di oggi e tutta la mattina di domani a disposizione, quella cifra sembra già vicina o superata.

Nelle grandi città la partecipazione è ancora più alta. A Roma alle 19 aveva votato il 42,60% degli aventi diritto. A Milano si è arrivati al 45,5%. Dati che confermano come questa consultazione stia mobilitando gli elettori urbani in modo significativo — quelli che tipicamente hanno tassi di partecipazione più alti e che rappresentano una fetta cruciale dell’elettorato per entrambi i fronti.

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I seggi restano aperti fino alle 23 di questa sera. Domani lunedì 23 marzo riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15, quando inizierà lo spoglio con i primi exit poll. Il risultato — per confermare la riforma costituzionale, No per bocciarla — dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi, senza quorum da raggiungere.

Il percorso della giornata: dal record delle 12 al balzo delle 19

La mattinata aveva già stabilito un primato. Il 14,92% registrato alle ore 12 su 61.533 sezioni era il dato più alto mai registrato alla stessa ora in una consultazione referendaria su due giorni — superando il 12,43% del referendum del giugno 2025 su cittadinanza e lavoro, che alla fine non aveva raggiunto il quorum fermandosi al 29,83%.

Il balzo pomeridiano ha confermato lo slancio. Alessandro Amadori di Yoodata aveva già lanciato la previsione nel primo pomeriggio: “È probabile che l’affluenza finale si attesti attorno al 60%.” Con il dato delle 19 oltre il 37% — e la serata e il mattino di domani ancora davanti — quella previsione non sembra più azzardata.

A titolo di confronto, nel referendum del 2020 sul taglio dei parlamentari l’affluenza finale era stata del 53,8%, con votazione in due giorni. Nel 2016, referendum Renzi-Boschi — ma in un solo giorno — era arrivata al 65,48%. Questo referendum sembra proiettarsi su valori intermedi tra i due, forse superiori alle attese più ottimistiche.

La mappa: Emilia Romagna al top, Sud più distaccato

I dati territoriali delle ore 12 avevano già mostrato un’Italia divisa geograficamente. L’Emilia Romagna guidava la classifica con il 19,44% alle 12 — circa otto punti sopra le regionali del novembre 2024, dove alla stessa ora si era all’11,57%. A Bologna si era arrivati al 21,1%. Dall’altra parte, Calabria (9,74%) e Basilicata (9,84%) registravano i dati più bassi del Paese.

Nel Lazio alle 12 l’affluenza era al 16,2%, con Roma sopra il 17% e Frosinone fanalino di coda provinciale al 12,4%. A Roma il dato delle 19 è poi esploso al 42,60% — una cifra che racconta quanto la capitale stia partecipando in modo massiccio a questa consultazione.

Le note di cronaca: La Russa e Marina Berlusconi ai seggi, la dedica a Berlusconi

Tra i personaggi pubblici che hanno votato nel corso della giornata, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha postato su Facebook una foto dal seggio con la scritta “Sì, ho votato”. Marina Berlusconi, recandosi a votare a Milano, ha dichiarato ai microfoni di Repubblica: “Non è questione di dediche, è questione di esercitare un voto per poter dare un contributo positivo al futuro di questo Paese.” Alla domanda se avrebbe dedicato il voto al padre Silvio, ha risposto: “Certo, lo farò domani quando si sapranno gli esiti.” Si è detta sostenitrice del Sì per “un’Italia civile democratica e moderna.”

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