martedì, Giugno 30

Referendum giustizia, Ilaria Salis chiede le dimissioni di Meloni: “Non hai più scelta”

La vittoria del No al referendum sulla giustizia 2026 continua a produrre effetti sul piano politico, con reazioni che si fanno sempre più accese. Tra le più nette c’è quella di Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha scelto di intervenire pubblicamente chiedendo le dimissioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il messaggio è arrivato direttamente sui social, con toni molto duri: “Fallimento clamoroso di Meloni e del suo Governo. Con un’affluenza così significativa, c’è solo una cosa da fare ora: dimissioni”, ha scritto, sottolineando come il risultato del referendum rappresenti, a suo avviso, un segnale politico chiaro.

Leggi anche: Referendum giustizia, Mentana ironizza su Renzi in diretta: “Il più grande esperto…” e scoppia il caso

Leggi anche:Meloni e il Quirinale: “Può arrivare un presidente…”. Poi l’attacco a Vannacci

Leggi anche:Sondaggi SWG, cala Fratelli d’Italia ma resta primo: Futuro Nazionale fa boom

Leggi anche:Trump, la Corte Suprema respinge il ricorso sul caso E. Jean Carroll: definitiva la condanna civile da 5 milioni

“La maggioranza del Paese non è più quella del governo”

Nel suo intervento, Salis ha insistito soprattutto sul tema della rappresentanza. Secondo l’eurodeputata, l’esito del voto avrebbe messo in evidenza una frattura tra il governo e il Paese reale: “La maggioranza dei votanti non corrisponde più alla maggioranza parlamentare che sostiene questo Governo”, ha affermato.

Un passaggio che punta a trasformare il risultato referendario in una questione politica più ampia, andando oltre il merito della riforma sulla giustizia e aprendo il tema della legittimazione dell’esecutivo.

L’attacco diretto a Meloni

Il messaggio si chiude con un affondo personale nei confronti della premier: “Le dimissioni non sono più una tua scelta. È l’Italia che te lo sta chiedendo”. Una presa di posizione netta, che si inserisce nel clima di forte tensione politica seguito alla consultazione.

Non è la prima volta che esponenti dell’opposizione utilizzano il risultato del referendum per chiedere un passo indietro del governo, ma le parole di Salis rappresentano una delle espressioni più dirette di questa linea.

La posizione del governo

Dal lato opposto, Giorgia Meloni ha già chiarito la propria posizione, ribadendo che il referendum non rappresentava un voto sull’esecutivo ma su una riforma specifica. La presidente del Consiglio ha riconosciuto l’esito delle urne, escludendo però qualsiasi collegamento con la tenuta del governo.

Una linea condivisa anche dagli altri esponenti della maggioranza, che invitano a distinguere tra una consultazione referendaria e il consenso politico espresso alle elezioni.

Un clima politico sempre più acceso

L’intervento di Salis si inserisce in un contesto già segnato da reazioni forti da parte del centrosinistra. Dopo la vittoria del No, diversi esponenti politici hanno parlato di un segnale chiaro contro l’esecutivo, mentre altri hanno preferito mantenere un profilo più istituzionale.

Il risultato del referendum, infatti, continua a essere interpretato in modi diversi: per il governo rappresenta una decisione su una singola riforma, per una parte dell’opposizione è invece un indicatore politico più ampio.

Ed è proprio su questa divergenza di lettura che si giocherà il confronto delle prossime settimane, in un clima che appare destinato a rimanere acceso.