sabato, Marzo 28

Meloni dopo il referendum valuta il voto anticipato: tensioni nella maggioranza

La sconfitta nel referendum sulla giustizia apre una fase politica estremamente delicata per il governo guidato da Giorgia Meloni. Nelle ore successive al voto, a Palazzo Chigi si susseguono valutazioni e confronti, mentre emergono tensioni all’interno della maggioranza e prende forma un interrogativo centrale: come evitare che il risultato referendario si trasformi in una crisi politica più profonda.

Il dato politico è chiaro: la bocciatura della riforma ha avuto un effetto dirompente, non solo sul piano dell’immagine, ma anche sugli equilibri interni alla coalizione. Per questo, secondo diverse fonti, la premier starebbe esaminando ogni possibile scenario, incluso quello più radicale: anticipare le elezioni e “ribaltare il tavolo”.

Il contraccolpo del referendum

Il risultato del voto ha rappresentato uno spartiacque per la maggioranza. Non si tratta soltanto di una sconfitta politica, ma di un segnale che ha messo in discussione la solidità dell’azione di governo su uno dei temi più identitari, quello della giustizia.

All’interno dei partiti della coalizione si sono registrate prime crepe e malumori, anche in contesti che fino a pochi giorni fa apparivano compatti. Le tensioni non riguardano solo gli alleati, ma iniziano a emergere anche all’interno di Fratelli d’Italia, segnale che il clima è più fragile di quanto apparisse.

Le dimissioni e il caso Santanchè

Le conseguenze del referendum si sono tradotte immediatamente in atti concreti. Sono arrivate le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, mentre la posizione di Daniela Santanchè ha richiesto una gestione più complessa e politicamente delicata.

Proprio il caso Santanchè avrebbe generato frizioni ai vertici istituzionali, con divergenze anche nei rapporti tra la premier e il presidente del Senato Ignazio La Russa. Un segnale ulteriore di come la fase sia tutt’altro che stabile.

Meloni prende il Turismo ad interim

Nel frattempo, Giorgia Meloni ha assunto ad interim la guida del ministero del Turismo, dopo le dimissioni della ministra. Il decreto è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre la premier dovrebbe mantenere l’incarico solo per un periodo limitato.

L’obiettivo è individuare rapidamente un nuovo nome da proporre al Quirinale, evitando un prolungamento dell’interim che la stessa Meloni avrebbe preferito scongiurare.

L’ipotesi voto anticipato

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