Dal corteo contro guerra e riarmo andato in scena a Roma, arriva la presa di posizione di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. Un intervento che lega in modo diretto il tema dei conflitti internazionali alla necessità di cambiare radicalmente il modello energetico.
Secondo Bonelli, la mobilitazione ha mostrato una partecipazione significativa, con una forte presenza di giovani e cittadini uniti da una richiesta comune: fermare la guerra e cambiare rotta sulle politiche economiche e ambientali.
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“Una straordinaria partecipazione di popolo”

“È una straordinaria partecipazione di popolo, di tanti tanti giovani che dicono no alla guerra”, ha dichiarato dal corteo, rivendicando la portata della manifestazione. Bonelli ha parlato di una piazza ampia e coinvolta, indicando in oltre 100mila persone il numero dei partecipanti secondo gli organizzatori. Una presenza che, a suo avviso, rappresenta un segnale politico chiaro nei confronti del governo e delle scelte internazionali.
L’attacco: “No ai signori della guerra”
Nel suo intervento, il leader dei Verdi ha puntato il dito contro i principali attori internazionali: “No ai signori della guerra, in particolare no a Trump e Netanyahu”.
Secondo Bonelli, dietro ai conflitti ci sarebbero anche interessi economici legati all’energia e agli armamenti: “Trump si sta arricchendo con la guerra. Più gas, più petrolio che vende, più armi”.
Una critica che si estende anche alla posizione dell’Italia: “Il nostro governo non dice no alla guerra, anzi la foraggia aumentando le spese per armamenti”.
Energia e guerra: il nodo politico
Il punto centrale dell’intervento riguarda però il legame tra guerra e politiche energetiche. Bonelli sostiene che la dipendenza da petrolio e gas alimenti indirettamente i conflitti, rendendo necessario un cambio di paradigma.
“Noi dobbiamo dire no al petrolio”, ha affermato, indicando nelle energie rinnovabili la strada alternativa. Non solo una scelta ambientale, ma anche geopolitica.
“Le rinnovabili sono uno strumento di pace”, ha sottolineato, spiegando come la transizione energetica possa ridurre le tensioni legate alle risorse e agli equilibri internazionali.
Critiche al governo: “Sanità in ginocchio, cresce la povertà”
Nel suo intervento non è mancato un attacco alla gestione interna del Paese. Bonelli ha accusato il governo di concentrare risorse sugli armamenti a discapito di altri settori fondamentali.
“Mentre la sanità pubblica è in ginocchio e la povertà aumenta”, ha dichiarato, collegando la questione delle spese militari alle difficoltà economiche e sociali vissute da una parte della popolazione.
Una linea politica che punta a spostare il dibattito dalle priorità della sicurezza a quelle del welfare e della sostenibilità.
Il messaggio della piazza
In chiusura, Bonelli ha ribadito il significato politico della mobilitazione: “Questo è il grande messaggio che il popolo lancia”.
Secondo il leader di Europa Verde, la piazza romana rappresenta una richiesta chiara di cambiamento, che unisce temi diversi ma collegati tra loro: pace, ambiente, giustizia sociale e politica energetica.
Un messaggio diretto al governo, che arriva da una giornata di mobilitazione destinata a far discutere anche nei prossimi giorni.