martedì, Luglio 14

Trump attacca Papa Leone, gelo in Vaticano: interviene Mattarella

Un attacco senza precedenti nella storia recente dei rapporti tra la Casa Bianca e il Vaticano. Donald Trump ha puntato il dito contro Papa Leone XIV con parole durissime, scatenando un caso diplomatico di portata internazionale che difficilmente si dimenticherà presto. Il presidente degli Stati Uniti non si è limitato a esprimere una critica velata: ha scelto toni da campagna elettorale per attaccare il Pontefice su più fronti, mettendo in discussione persino la legittimità della sua elezione.

Una sequenza di dichiarazioni che ha lasciato il mondo cattolico — e non solo — senza fiato.

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Le parole di Trump: “Non sono un grande fan del Papa”

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Tutto è cominciato con una dichiarazione ai giornalisti alla Joint Base Andrews nel Maryland. “Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità”, ha detto Trump, aggiungendo l’accusa di “giocare con un paese che vuole un’arma nucleare”, in riferimento all’Iran.

Ma il presidente non si è fermato lì. Sulla sua piattaforma social Truth, gli attacchi sono diventati ancora più diretti e personali: “Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera”. Poi la frase destinata a fare storia: “Leone dovrebbe essere grato perché non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.

Parole che vanno ben oltre la critica politica. È un attacco all’istituzione stessa del papato, alla sua autonomia e alla sua autorità morale.

La risposta della Chiesa americana: “Demoralizzato”

Non ha tardato ad arrivare la risposta ufficiale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente dell’organismo, ha diffuso un testo breve ma netto. “Sono demoralizzato per il fatto che il Presidente abbia scelto di scrivere parole così sprezzanti nei confronti del Santo Padre”, ha scritto, aggiungendo un concetto fondamentale: “Papa Leone non è un suo rivale, né il Papa è un politico. Egli è il Vicario di Cristo che parla attingendo alla verità del Vangelo e per la cura delle anime”.

Una risposta misurata nei toni, ma chiarissima nel messaggio: attaccare il Papa non è una mossa politica qualunque. È qualcosa che tocca la coscienza di milioni di fedeli in tutto il mondo.

Il contesto: l’appello del Papa per la pace

Gli attacchi di Trump arrivano in un momento tutt’altro che casuale. Papa Leone XIV era atteso per un lungo viaggio apostolico in Africa — Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale — e aveva lanciato un forte appello alla pace, definito dal presidente Sergio Mattarella come un richiamo al quale “nessuno potrà rimanere indifferente”.

È proprio questo appello alla pace — e in particolare il riferimento alla questione iraniana — ad aver acceso la miccia. Trump ha interpretato le parole del Pontefice come una critica implicita alla sua politica estera aggressiva, e ha risposto come spesso fa: con un contrattacco diretto e senza filtri.

L’Italia si divide: Renzi attacca, Salvini minimizza

In Italia le reazioni non si sono fatte attendere. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è stato il più duro: “Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici”, ha scritto, parlando di una aggressione verso il Romano Pontefice che non si vedeva da secoli. Renzi ha poi provocato direttamente i suoi avversari politici, chiedendo dove fossero le voci di chi sventolava il cappellino MAGA e sfidando esplicitamente Tajani e Salvini a prendere posizione.

Salvini ha risposto a stretto giro, ma con ben altra temperatura: “Trump attacca Papa Leone. Non mi sembra una cosa intelligente da fare”, ha detto il vicepremier a Telelombardia, aggiungendo solo che “il Papa non è un politico”. Una risposta tiepida, che ha già alimentato nuove polemiche.

Un precedente senza eguali nella storia moderna

È difficile trovare nella storia recente un episodio paragonabile. I rapporti tra la Casa Bianca e il Vaticano hanno attraversato momenti di tensione, ma un attacco così diretto e personale da parte di un presidente degli Stati Uniti nei confronti di un Papa in carica non ha precedenti nell’era moderna.

La domanda che si pone ora il mondo diplomatico è una sola: come risponderà il Vaticano? E soprattutto, come reagirà la comunità cattolica americana — storicamente un pilastro elettorale fondamentale — di fronte a parole che i propri vescovi hanno già definito sprezzanti e demoralizzanti?

Il caso è aperto. E le conseguenze potrebbero essere più durature di quanto Trump stesso abbia calcolato.