giovedì, Agosto 6

Scontri a Torino al corteo del Primo Maggio: tensione davanti a Askatasuna, cariche e lacrimogeni

Il Primo Maggio a Torino si trasforma in un pomeriggio di tensione e scontri. Quella che doveva essere una giornata simbolo del lavoro e dei diritti si è rapidamente accesa davanti all’ex centro sociale Askatasuna, dove manifestanti e forze dell’ordine sono arrivati al contatto diretto.

Il corteo si spezza e punta su Askatasuna

Tutto parte dal corteo principale, che come da tradizione attraversa il centro cittadino fino a piazza Castello. Ma qui uno spezzone composto da attivisti, collettivi studenteschi, gruppi No Tav e realtà dell’opposizione sociale decide di separarsi.

L’obiettivo è chiaro: raggiungere la palazzina di corso Regina Margherita 47, storica sede di Askatasuna, sgomberata lo scorso dicembre. Una scelta simbolica, ma anche altamente prevedibile sul piano dell’ordine pubblico.

Dal camion che guida il corteo arriva il messaggio: “Dal 18 dicembre c’è una ferita che sanguina. Andiamo lì”. E il corteo cambia direzione.

Il contatto e le prime cariche

Quando circa mille manifestanti arrivano davanti allo stabile, trovano il cordone di polizia e carabinieri già schierato. A quel punto la situazione precipita. In prima fila alcuni giovani armati di bastoni e aste di bandiera colpiscono gli scudi degli agenti. Vengono utilizzate anche bombolette spray contro le forze dell’ordine.

La risposta è immediata: carica di alleggerimento e utilizzo di un idrante per disperdere i manifestanti più vicini al blocco.

Bottiglie, lacrimogeni e guerriglia urbana

Dopo una breve pausa, gli scontri riprendono. Dalle retrovie parte un fitto lancio di bottiglie di vetro contro i reparti mobili.

Alcuni manifestanti si siedono a terra bloccando il traffico in corso Regina Margherita. Altri tentano di aggirare lo schieramento passando dalle vie laterali per raggiungere il retro della struttura.

È in questa fase che le forze dell’ordine intensificano la risposta con il lancio di lacrimogeni, per evitare accerchiamenti e disperdere i gruppi più mobili.

Una ferita ancora aperta

Il nodo resta quello dello sgombero di Askatasuna, che continua a rappresentare un simbolo politico e sociale per una parte della città. Il tentativo di “riprendersi” quello spazio, anche solo simbolicamente, era stato annunciato nei giorni precedenti.

Il risultato è quello visto in strada: tensione alta, scontro diretto e una città divisa.

Al momento l’area di Vanchiglia resta presidiata, con viabilità fortemente compromessa. Il bilancio definitivo degli scontri – tra eventuali feriti e identificazioni – è ancora in aggiornamento.

Quello che resta, però, è l’immagine di un Primo Maggio che da festa del lavoro si è trasformato, ancora una volta, in terreno di scontro.