A quasi due settimane dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, le indagini si concentrano su una precisa ricostruzione: quella di una fuga pianificata. Secondo gli inquirenti, le due minori non si sarebbero perse, ma avrebbero organizzato l’allontanamento, probabilmente con il sostegno di una persona di loro fiducia. Una pista su cui si lavora con sempre maggiore attenzione, mentre delle ragazze non si trovano ancora tracce.
La ricostruzione della fuga

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Chi indaga ritiene che l’allontanamento sia avvenuto nelle ore centrali della notte, in una finestra compresa tra le 2 e le 5 del mattino. Le due sorelle avrebbero percorso il sentiero che dalla struttura per minori conduce verso la Camosciara, per poi forse salire a bordo di un’auto e raggiungere una località al momento sconosciuta agli investigatori. Un percorso che coincide con la zona in cui, nei giorni scorsi, sono stati rinvenuti alcuni oggetti.
L’ipotesi del parente in un luogo segreto
Tra gli scenari al vaglio c’è quello, riferito a quanto emerso anche durante l’ascolto del fidanzato diciottenne di Alisya, secondo cui le due si troverebbero in compagnia di un parente in una località segreta. Sarebbe stato proprio questo familiare, la cui identità non è nota, ad accompagnarle lungo il tragitto verso la Camosciara. È bene precisare che il giovane è stato sentito come persona informata sui fatti e che, allo stato, non risultano indagati per la scomparsa.
Chi ha dato l’allarme
A far partire la macchina delle ricerche, come sottolineato dalla presidente di Penelope Abruzzo, è stata la compagna del padre delle ragazze. La donna, che avrebbe un buon rapporto con le due sorelle, è stata la prima a dare l’allarme, contattando l’associazione che si occupa di persone scomparse. Nel frattempo i familiari continuano a lanciare appelli affinché le minori facciano ritorno a casa.
I reperti e il monitoraggio mirato
Sui sentieri battuti nei giorni scorsi sono stati repertati alcuni oggetti: un fermaglio — primo elemento riconducibile alle ragazze, trovato sul sentiero che porta al bosco — oltre a una maglia tecnica e a un laccio nero, forse parte di una scarpa o di una felpa. Per questi ultimi due reperti sono ancora in corso gli accertamenti di compatibilità. Le operazioni proseguono con un monitoraggio “strumentale” su punti precisi indicati dai carabinieri: un dettaglio che lascerebbe intendere come gli accertamenti si basino su elementi investigativi già acquisiti, e non su semplici verifiche esplorative. I carabinieri hanno inoltre collocato delle transenne per bloccare l’accesso alla struttura.
Il nodo dei telefoni
Attenzione anche alle utenze telefoniche. Le ragazze avrebbero avuto a disposizione tre telefoni, di cui uno collegato a una persona vicina al fidanzato di Alisya e un altro al compagno della madre. I dispositivi, però, risultano inattivi da giorni, un elemento che gli inquirenti stanno cercando di interpretare nell’ambito della ricostruzione complessiva.
Cosa sappiamo finora
- Gli investigatori lavorano sull’ipotesi di una fuga pianificata tra le 2 e le 5 del mattino;
- Una pista riguarda la presenza delle ragazze con un parente in una località segreta;
- Il fidanzato di Alisya è stato sentito come persona informata: non è indagato;
- Sui sentieri sono stati trovati un fermaglio, una maglia tecnica e un laccio nero;
- I tre telefoni risultano inattivi da giorni.
Cosa cambia adesso
Il rafforzarsi della pista della fuga organizzata orienta le ricerche verso i possibili punti di riferimento delle ragazze, mentre il monitoraggio mirato suggerisce che gli inquirenti dispongano di elementi concreti su cui lavorare. L’auspicio condiviso da familiari, soccorritori e investigatori resta uno solo: ritrovare al più presto Sarah e Alisya. Si tratta di un articolo in aggiornamento.