venerdì, Luglio 17

Mario Roggero, interviene Giorgia Meloni: “Chi delinque non può essere risarcito da chi si è difeso”

Il caso di Mario Roggero continua a far discutere anche dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Nelle ultime ore è intervenuta anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha affrontato il tema dei risarcimenti richiesti da chi subisce danni mentre sta commettendo un reato.

Pur senza citare direttamente il nome del gioielliere di Gallo di Grinzane, il riferimento al caso è apparso evidente. Le parole della premier arrivano infatti a pochi giorni dalla conferma della condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi nei confronti di Roggero, riconosciuto colpevole per aver ucciso due rapinatori durante la fuga dopo l’assalto alla sua gioielleria.

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Il messaggio di Giorgia Meloni

Nel post pubblicato sui propri canali social, Meloni ha scritto: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto».

La presidente del Consiglio ha quindi spiegato che, con le nuove disposizioni contenute nel ddl Sicurezza, viene introdotto un principio che definisce di “buon senso”: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrà chiedere un risarcimento, né potranno farlo i suoi familiari.

Nel messaggio la premier aggiunge inoltre: «Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali».

Il riferimento al caso Roggero

Il riferimento è legato anche al capitolo dei risarcimenti civili. Nel procedimento relativo a Mario Roggero, infatti, i familiari dei due rapinatori avevano avanzato richieste risarcitorie milionarie.

Prima ancora della sentenza di primo grado, il gioielliere aveva già versato 300 mila euro come offerta reale di risarcimento. Successivamente si sono aggiunti altri 480 mila euro di provvisionali riconosciute per il danno morale, per un totale di 780 mila euro.

Il dibattito resta aperto

La presa di posizione della presidente del Consiglio riporta al centro del confronto politico il tema della legittima difesa e dei limiti del risarcimento nei confronti di chi rimane coinvolto in un reato.

Da una parte c’è chi ritiene che chi reagisce a un’aggressione debba essere maggiormente tutelato; dall’altra resta fermo il principio secondo cui ogni singolo episodio viene valutato dai giudici sulla base delle circostanze concrete e delle norme vigenti.

Il caso Roggero, già al centro del dibattito per la sentenza definitiva della Cassazione, continua così ad alimentare il confronto anche sul piano politico, con il Governo che rivendica le novità introdotte dal ddl Sicurezza in materia di risarcimenti.