È cominciato con un fortissimo mal di testa, che da giorni lo assillava. Venerdì sera, il malore e la perdita di conoscenza. Il ricovero immediato all’ospedale di Santa Clara, città simbolo della Revolución. Dopo diverse ore, il “risveglio” e il trasferimento in un ospedale più attrezzato all’Avana, per ulteriori accertamenti.
Alessandro Di Battista, ex deputato e voce critica del Movimento 5 Stelle, 48 anni compiuti il 4 agosto, è in condizioni critiche a Cuba, dove stava lavorando per una serie di reportage e docu-video. «Le autorità cubane e l’Ambasciata d’Italia a Cuba sono a conoscenza della situazione e stanno fornendo la dovuta attenzione e monitoraggio», recita lo scarno comunicato girato al Corriere da Carlos Javier Gutiérrez Monteagudo, Primo segretario all’Ambasciata cubana in Italia.
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L’ipotesi dell’ictus e il trasferimento
Secondo alcune indiscrezioni, Di Battista ha perso conoscenza colpito da un ictus, ma dopo diverse ore ha ripreso i sensi ed è riuscito a parlare con i medici prima di essere trasferito in ambulanza verso la capitale. Tra Santa Clara e L’Avana ci sono “solo” 300 chilometri che a Cuba, però, equivalgono ad almeno quattro ore di strada.
«Di Battista è rimasto vigile per tutto il tragitto e darà sue notizie appena possibile», assicuravano in serata da Cuba. All’arrivo, è stato sottoposto a una Tac con contrasto per verificare le sue condizioni.
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L’ospedale Hermanos Ameijeiras
Ancora non è chiara l’origine del malore, anche se nei palazzi romani circolavano molte voci sulla gravità del suo caso. L’ospedale Hermanos Ameijeiras, dove è stato alla fine ricoverato, è il più famoso e attrezzato ospedale di livello terziario di Cuba, anche se come tutte le altre strutture sanitarie dell’isola soffre gravi carenze, provocate soprattutto dal decennale embargo economico statunitense.
Fondato da Fidel Castro nel 1982 nel quartiere di San Lazaro, e dedicato ai fratelli rivoluzionari Ameijeiras, l’ospedale è un centro di eccellenza per oncologia, cardiologia e chirurgia mininvasiva.
La moglie in viaggio verso L’Avana
Il governo italiano ha garantito la “massima attenzione” al caso. «Prego per la sua salute. Il ministero degli Esteri fornirà a lui e ai suoi familiari tutta l’assistenza necessaria», ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. La moglie di Di Battista, Sahra Lahouasnia, è partita da Roma per raggiungerlo all’Avana.
L’ambasciatrice a Cuba, Simona De Martino, ha seguito personalmente il trasferimento verso L’Avana, e l’Italia ha messo a disposizione un volo sanitario per il rimpatrio di Di Battista, appena le sue condizioni lo permetteranno. «È necessario verificare che le condizioni del paziente lo consentano e che il trasporto non comporti rischi per la sua salute», spiegavano fonti di Palazzo Chigi. «L’eventuale trasferimento sarà quindi valutato dai medici sulla base delle condizioni cliniche del paziente». In serata, prima dell’esito della Tac, i medici cubani avevano sconsigliato un viaggio così lungo, almeno per il momento.
Il reportage per “La polvere del mondo”
Vicepresidente dell’associazione Schierarsi, Di Battista aveva ottenuto dalle autorità cubane, in genere molto restie a concedere visti d’ingresso a reporter e simili, l’autorizzazione a girare dei video e raccontare l’isola per Il Fatto Quotidiano.
«Da anni è tornato a fare il giornalista con numerose inchieste e anche in questa occasione si trovava sull’isola per realizzare una serie di reportage per il Fatto Quotidiano e TvLoft dal titolo La polvere del mondo», ha spiegato su X Peter Gomez, direttore del sito online del Fatto, che si è detto «preoccupato». Di Battista lavora anche per “Dimartedì” su La7, Sky Atlantic e The Post Internazionale.
Ora resta da capire l’evoluzione delle sue condizioni, in un contesto sanitario, quello cubano, segnato da carenze strutturali ma capace, secondo diverse testimonianze, di garantire comunque cure di eccellenza in strutture come l’Hermanos Ameijeiras.