Prima un’ultima fiammata di caldo africano, meno intensa delle precedenti. Poi il tanto atteso crollo termico. È questo lo scenario delineato dal colonnello ed esperto meteorologo Mario Giuliacci, che nel suo ultimo video pubblicato sui canali social ha illustrato le previsioni per i prossimi dieci giorni, da giovedì 3 a sabato 12 settembre.
Una prospettiva che, dopo un’estate segnata da temperature persistentemente elevate in tutta Italia, viene accolta con particolare attenzione da chi non vede l’ora di archiviare definitivamente afa e notti tropicali.
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L’ondata di caldo: punte fino a 37 gradi
«Arriva una nuova ondata di caldo africano, ma non sarà rovente come quella di prima»
, spiega il meteorologo. Le temperature, nel dettaglio, arriveranno quasi ovunque fino a 33-35 gradi.
Le punte più elevate, comprese tra i 36 e i 37 gradi, riguarderanno soltanto la Puglia e la Lucania. Resteranno invece sotto i 30 gradi la Liguria, le coste del basso Tirreno e quelle del Medio Adriatico.
La data del crollo termico
Il passaggio più atteso della previsione riguarda però la svolta. «Tra il 9 e l’11 settembre arriva un abbassamento di 5-6 gradi», annuncia Giuliacci.
Con quel cambiamento le temperature rientreranno nella norma stagionale, che il meteorologo individua in massime attorno ai 28-29 gradi. Un ridimensionamento significativo rispetto ai valori registrati nelle ultime settimane.
Le piogge: poche e concentrate
Sul fronte delle precipitazioni, però, le notizie non sono altrettanto positive. «Ci saranno poche piogge, purtroppo», sottolinea l’esperto.
L’unica fase piovosa è attesa proprio tra il 9 e l’11 settembre, con una singola perturbazione. Gli accumuli più significativi, intorno ai 30-40 millimetri, interesseranno soltanto le Alpi e quasi tutte le regioni settentrionali — con l’eccezione del Piemonte — oltre alle regioni tirreniche dalla Toscana alla Campania.
Sul resto d’Italia le piogge saranno modeste, con accumuli limitati a 5-15 millimetri: quantitativi insufficienti a incidere realmente sui deficit idrici accumulati.
Il ruolo della depressione nord atlantica
Come spiega anche 3B Meteo, da mercoledì 9 qualcosa potrebbe iniziare a cambiare in modo più strutturale. Una depressione nord atlantica sarebbe intenzionata ad approfondirsi e ad abbassarsi di latitudine, cominciando a erodere il bordo superiore dell’anticiclone africano.
Se la tendenza venisse confermata, ne conseguirebbe il passaggio più deciso di una perturbazione con piogge e temporali non solo sulle Alpi, ma anche su parte della Val Padana, Liguria e alto Tirreno, accompagnato da un calo delle temperature.
Cosa potrebbe accadere nella seconda parte della settimana
Nella fase successiva l’instabilità potrebbe abbandonare il Nord Italia per estendersi più a sud, in concomitanza con un ulteriore indebolimento dell’anticiclone.
In questo scenario i fenomeni potrebbero interessare anche parte delle regioni centro-meridionali, favorendo un ridimensionamento delle temperature su tutta la penisola.
Va precisato che si tratta della tendenza attualmente ritenuta più probabile. Data la distanza temporale, i prossimi aggiornamenti potrebbero apportare modifiche al quadro delineato: un elemento che invita alla prudenza prima di considerare l’estate definitivamente archiviata.