giovedì, Settembre 3

È morto Fabio Mussi, ex ministro del governo Prodi e storico esponente della sinistra italiana: aveva 78 anni

La notizia è arrivata nella notte, al termine di una vita politica che ha attraversato alcune delle principali trasformazioni della sinistra italiana. Fabio Mussi è morto all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Aveva 78 anni.

A comunicare la scomparsa è stata una nota di Alleanza Verdi e Sinistra, nella quale viene ricordato come ex ministro del governo Prodi, esponente storico della sinistra e dirigente di Sinistra Italiana Avs.

Dalle origini a Piombino all’ingresso nel Pci

Mussi era nato a Piombino, in provincia di Livorno, il 22 gennaio 1948. La sua attività politica era iniziata molto presto, tanto da portarlo a entrare nel Comitato Centrale del Pci quando era ancora giovanissimo.

Da quel momento avrebbe costruito una lunga carriera all’interno della sinistra italiana, attraversando tutte le trasformazioni che hanno interessato quel mondo politico nel corso dei decenni successivi.

Sedici anni in Parlamento

Mussi è stato parlamentare dal 1992 al 2008, prima con il Pds e successivamente con i Ds. Nel corso della sua esperienza parlamentare ha ricoperto incarichi di primo piano.

Nel 1996 è stato capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo, mentre nel 2001 è diventato vicepresidente della Camera dei deputati. Un percorso sviluppatosi parallelamente ai profondi cambiamenti che hanno segnato la sinistra italiana negli anni successivi alla fine del Pci.

Il ruolo nel giornalismo e nell’editoria

La sua attività non si è però limitata alle istituzioni. Mussi aveva ricoperto incarichi importanti anche nel mondo dell’informazione e dell’editoria politica.

Era stato vicedirettore di Rinascita e successivamente condirettore de L’Unità, mantenendo così un rapporto stretto con il giornalismo e con le principali pubblicazioni legate alla sua area politica.

L’esperienza al governo Prodi

Tra gli incarichi istituzionali più significativi della sua carriera figura quello di ministro nel governo Prodi, arrivato in una fase particolarmente delicata per l’area di riferimento.

Erano infatti gli anni caratterizzati dalla trasformazione delle formazioni eredi della tradizione comunista e dalla successiva nascita di nuovi soggetti politici. Ed è proprio su questo terreno che Mussi compì una scelta destinata a segnare gli ultimi anni della sua attività: non aderì al Partito Democratico.

Da Sel a Sinistra Italiana

Dopo aver deciso di non entrare nel Pd, Mussi contribuì alla nascita di Sinistra Ecologia Libertà, per poi partecipare al percorso che avrebbe portato alla costituzione di Sinistra Italiana.

Fino agli ultimi anni aveva continuato a essere attivamente impegnato in politica, arrivando a ricoprire il ruolo di dirigente di Sinistra Italiana Avs. La sua parabola ha attraversato oltre mezzo secolo di storia, dagli anni della militanza nel Pci fino alle esperienze più recenti.

L’ultimo saluto

Con la sua scomparsa si chiude una lunga esperienza politica e istituzionale: dalla militanza giovanile agli incarichi parlamentari, dalla vicepresidenza della Camera fino al ruolo di ministro.

Nella nota diffusa per comunicare la scomparsa, Alleanza Verdi e Sinistra ha fatto sapere che nelle prossime ore la famiglia renderà noti i dettagli relativi all’ultimo saluto. Saranno dunque i familiari a comunicare modalità e tempi per consentire a quanti lo hanno conosciuto e accompagnato nel corso della sua attività di rendergli omaggio.