Sigfrido Ranucci non sembra intenzionato ad arrendersi e annuncia battaglia per tornare alla guida di Report. Rispondendo alle domande dei giornalisti alla festa di Alleanza Verdi e Sinistra, dove ha presentato il suo libro Il ritorno della casta, l’ormai ex conduttore della trasmissione di Rai3 è stato netto: «Mi batterò fino all’ultimo».
Nessuna candidatura in politica
Il giornalista ha escluso, almeno per il momento, qualsiasi intenzione di scendere direttamente in campo. «In politica non mi candido perché do più fastidio come conduttore di Report», ha dichiarato.
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Una frase che ribadisce la volontà di restare legato al giornalismo e, in particolare, al programma di inchieste da cui è stato allontanato.
Sulle possibilità concrete di rientro, Ranucci ha lasciato intendere che la partita non sarebbe ancora chiusa: «Ci sono possibilità di reintegro».
Il riferimento è al ricorso che il suo legale sta preparando per contestare la decisione che lo ha portato fuori dalla conduzione della trasmissione.
Il piano alternativo

Il giornalista ha però già indicato quale potrebbe essere la strada in caso di esito negativo: «Se non riesco a far questo, farò un’altra cosa da un’altra parte».
Una dichiarazione che lascia aperta la porta a un futuro professionale al di fuori del servizio pubblico.
La smentita sulle presunte chat
Nel corso dell’incontro sono arrivate inevitabilmente anche domande sulle presunte chat finite al centro delle indiscrezioni delle ultime settimane. Tra queste una conversazione che coinvolgerebbe persone indicate come vicine al conduttore.
La risposta è stata categorica: «Non c’è nessuna chat», ha replicato il giornalista, respingendo l’esistenza delle conversazioni attribuitegli e prendendo le distanze dalle ricostruzioni circolate.
Stessa posizione sulle conversazioni su Signal
Identica la linea sulle presunte chat su Signal che lo avrebbero coinvolto direttamente insieme a Valter Lavitola.
Anche in questo caso Ranucci ha negato l’esistenza di conversazioni riservate tra i due, definendo le ricostruzioni prive di qualsiasi fondamento.
«Sono intercettato da più di un anno»
Il giornalista ha poi aggiunto un ulteriore elemento, sostenendo di essere intercettato da oltre un anno e affermando che lo stesso accadrebbe alle persone a lui vicine.
Una dichiarazione che si inserisce nel quadro delle polemiche che continuano ad accompagnare la sua uscita dalla conduzione del programma.
Per Ranucci, dunque, la vicenda resta tutt’altro che conclusa: da una parte il ricorso per il possibile reintegro, dall’altra l’ipotesi di una nuova esperienza professionale altrove. Sulle chat, invece, la posizione è di totale negazione.