La lettera di Elly Schlein a Giorgia Meloni sul clima e sull’energia apre un nuovo fronte di discussione all’interno del campo largo. La segretaria del Partito Democratico ha proposto alla presidente del Consiglio un confronto sull’utilizzo delle risorse europee destinate alla transizione energetica, ma l’iniziativa non è stata accolta allo stesso modo dagli alleati.
Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha escluso la possibilità di una collaborazione con il governo, mentre Angelo Bonelli ha definito un «errore» la scelta di tendere la mano alla premier. Meloni, invece, ha mostrato apertura, dicendosi disponibile ad approfondire le proposte del Pd.
Leggi anche:Alessandro Di Battista torna a casa: «Sto molto meglio»
Leggi anche:Mauro Corona, la profezia sulle elezioni: gelo a Cartabianca
Leggi anche:“Separiamoci dall’Italia”, l’alleanza tra i secessionisti sudtirolesi e l’AfD scuote l’Alto Adige
La lettera di Schlein a Meloni

Nella lettera pubblicata da Repubblica, Schlein ha affrontato il tema della crisi climatica e delle conseguenze sull’Italia, proponendo un confronto sulle risorse europee disponibili per la transizione energetica.
La segretaria del Pd ha indicato in particolare 14 miliardi di euro entro il 2028 messi a disposizione dall’Unione europea attraverso interventi in deroga e ha proposto di valutare come utilizzarli per rafforzare la resilienza energetica del Paese.
«Come Partito democratico» siamo disponibili al dialogo su come utilizzare «al meglio» queste risorse, ha scritto Schlein, presentando un piano articolato in cinque interventi.
I cinque interventi proposti dal Pd
La proposta di Schlein si concentra su cinque aree. Il primo punto riguarda il raddoppio delle dotazioni per il Conto termico, con particolare riferimento alle pompe di calore.
Il secondo prevede 3 miliardi di euro aggiuntivi per il Piano casa del governo, destinati alla riqualificazione energetica. Il terzo propone 4 miliardi per sostenere le imprese.
Gli altri due interventi riguardano invece la mobilità e l’elettrificazione: 3 miliardi al Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa e 2 miliardi per l’elettrificazione.
Schlein ha inoltre proposto una revisione della tassazione sull’energia elettrica, oggi indicata nella lettera come più elevata rispetto a quella applicata al gas.
Meloni apre al confronto con Schlein
La premier ha accolto la lettera mostrando disponibilità ad approfondire le proposte. Da Oslo, Meloni ha detto di non avere «pregiudizi» nei confronti di proposte che ritenga sensate.
La presidente del Consiglio ha inoltre interpretato alcuni passaggi della lettera come un riconoscimento di misure già introdotte dal governo, citando in particolare il Piano casa e il Conto termico 3.0.
«Se ci sono proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione», ha dichiarato Meloni. La premier ha quindi lasciato aperta la possibilità di portare avanti eventuali interventi ritenuti interessanti, al di là del confronto politico tra maggioranza e opposizione.
Conte: «Non ci sono le condizioni per lavorare con il governo»
L’apertura di Schlein non ha però trovato consenso nel Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte ha preso le distanze dall’iniziativa, sostenendo che non ci sarebbero le condizioni per collaborare con l’esecutivo.
«Sono quattro anni che abbiamo fatto tante proposte», ha dichiarato Conte, accusando il governo di aver mantenuto posizioni che il Movimento 5 Stelle considera incompatibili con una collaborazione sulle politiche energetiche e ambientali.
Conte ha citato, tra gli altri temi, le trivellazioni e la gestione dei prezzi dei carburanti e delle bollette, concludendo con un appello politico alla presidente del Consiglio: «Meloni, è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi».
Bonelli: «Un errore collaborare con Meloni»
Anche Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha espresso perplessità sulla proposta della segretaria dem.
Bonelli ha precisato di considerare condivisibili le proposte contenute nella lettera, ma ha contestato l’idea di collaborare con il governo. A suo giudizio, tendere la mano a Meloni sulle politiche climatiche rappresenterebbe un «errore».
Il leader di Avs ha collegato la sua posizione alle responsabilità che attribuisce al governo sulle politiche energetiche e climatiche, citando anche la ripresa delle trivellazioni.
Malumori nel campo largo
Secondo quanto riportato da Adnkronos, le reazioni di Conte e Bonelli non rappresentano gli unici malumori all’interno dell’area progressista. La scelta di Schlein avrebbe infatti sorpreso alcuni parlamentari, anche perché l’iniziativa è arrivata mentre il centrosinistra sta lavorando alla costruzione di un programma comune.
Un altro elemento discusso è stato il momento scelto per l’apertura al governo. La lettera è arrivata infatti dopo l’annuncio dell’abolizione del bollo auto per determinati veicoli dal 2027, misura che le opposizioni hanno criticato e interpretato come un intervento legato alla prossima fase elettorale.
Nel campo progressista viene inoltre ricordata la proposta avanzata da Bonelli appena una settimana prima durante la festa di Avs, quando aveva sostenuto la necessità di costruire un fronte unitario sul clima.
Il confronto sul clima divide l’opposizione
La vicenda mette quindi in evidenza una differenza di approccio all’interno del centrosinistra. Da una parte Schlein propone un confronto con il governo su interventi concreti in materia di energia e clima; dall’altra Conte e Bonelli sostengono che la collaborazione con l’esecutivo non sia praticabile nelle attuali condizioni politiche.
Meloni, dal canto suo, ha risposto lasciando aperto il dialogo e dichiarandosi disponibile a valutare le proposte nel merito. Il confronto sui cinque interventi proposti dal Pd potrebbe quindi proseguire, mentre resta aperta la discussione politica all’interno del campo largo sulla strategia da adottare nei confronti del governo.