venerdì, Settembre 18

Sigfrido Ranucci, la Rai può licenziarlo? Cosa rischia

Sigfrido Ranucci è sempre più al centro di un caso che potrebbe avere conseguenze importanti sul suo futuro in Rai. Il giornalista ha presentato ricorso al Tribunale del Lavoro per ottenere il reintegro alla conduzione di Report, ma nel frattempo l’azienda gli ha notificato una contestazione disciplinare.

I due procedimenti sono distinti e non rappresentano una risposta diretta della Rai al ricorso presentato da Ranucci. La contestazione, infatti, era stata protocollata già lunedì, prima del deposito dell’atto in tribunale. Nella lettera dell’azienda, inoltre, la questione della rimozione dalla conduzione di Report non viene citata.

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Le contestazioni della Rai a Ranucci

La contestazione disciplinare riguarda diversi episodi. La Rai non contesta soltanto l’accesso agli studi di via Teulada di Valter Lavitola, faccendiere condannato, ma anche la gestione degli spazi del programma e l’accesso di alcune persone agli uffici dell’azienda.

Tra i casi citati ci sarebbe quello di Laura Cianfoni, che avrebbe avuto una sorta di accesso libero agli uffici Rai nonostante non risultasse tra i collaboratori di Report.

Un altro episodio riguarda una mail dal contenuto riservato inviata a Ranucci dal direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini. Nella comunicazione, Corsini chiedeva al giornalista di apportare alcune modifiche alla scaletta di una puntata. Secondo quanto riportato, Ranucci avrebbe successivamente inoltrato la mail a una persona a lui vicina.

La Rai avrebbe inoltre richiamato alcune dichiarazioni dello stesso Ranucci sull’ambiente di lavoro dell’azienda, che il giornalista aveva definito un luogo «pieno di massoni e mafiosi».

Le parole contro i colleghi di Report

Un’altra parte della contestazione riguarda le parole rivolte da Ranucci ai colleghi individuati per sostituirlo alla conduzione di Report.

Inizialmente erano stati indicati Daniele Piervincenzi e Giulia Prestutti. Quest’ultima ha poi rinunciato all’incarico, mentre la conduzione è stata affidata a Claudia Di Pasquale, veterana del programma.

Ranucci aveva definito la scelta una decisione che «mortifica la professionalità della squadra». Nei confronti di Prestutti, in particolare, il giornalista aveva parlato di un comportamento da lui considerato ingiusto, accusandola di aver agito per sostituirlo nonostante, secondo la sua ricostruzione, fosse stata aiutata professionalmente da lui.

Anche queste dichiarazioni sarebbero state inserite dalla Rai tra gli elementi della contestazione disciplinare.

Le lamentele della redazione di Report

Nel documento dell’azienda sarebbero state richiamate anche alcune lamentele presentate dalla redazione di Report all’inizio dell’estate e inviate a Corsini.

Secondo quanto riportato, alcuni giornalisti avrebbero criticato i modi e la gestione di Ranucci, descrivendolo come una figura particolarmente rigida nei rapporti con i propri collaboratori.

La contestazione affronta inoltre la questione delle quattro puntate di Report che nei mesi scorsi erano state indicate come oggetto di una presunta censura da parte della Rai.

Il caso delle puntate e di Banca Progetto

Tra gli approfondimenti citati c’era anche quello dedicato a Banca Progetto.

Secondo la ricostruzione riportata da Libero, le puntate erano state tagliate nel giugno 2025, in occasione della pausa estiva. Successivamente sarebbe stato lo stesso Ranucci a decidere di non recuperarle nella stagione successiva.

Nell’ultima stagione, inoltre, il conduttore avrebbe continuato ad avere ampia autonomia nella gestione editoriale del programma.

Ranucci ha cinque giorni per rispondere

Ora Ranucci ha cinque giorni di tempo per rispondere alla contestazione disciplinare ricevuta dalla Rai. Le sue controdeduzioni saranno quindi il prossimo passaggio della procedura avviata dall’azienda.

Parallelamente resta aperto il ricorso presentato al Tribunale del Lavoro per ottenere il ritorno alla conduzione di Report. I due procedimenti restano distinti.

La vicenda arriva inoltre in un momento di cambiamenti ai vertici della Rai. Il Consiglio di amministrazione deve infatti occuparsi della sostituzione del direttore generale Roberto Sergio, che dovrebbe lasciare l’incarico alla fine di settembre.

Secondo le ipotesi riportate, le sue funzioni potrebbero essere assunte ad interim dall’attuale amministratore delegato Giampaolo Rossi.