lunedì, Ottobre 26

Youssef Siher in carcere, la Procura: «Aveva un progetto eversivo». Indagini su Hamas e hacker russi

Youssef Siher, ricercatore di 30 anni indicato dagli investigatori come figura centrale del Movimento 17 ottobre, è stato fermato dalla Procura di Milano con accuse che comprendono l’istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Secondo quanto riportato da Tgcom24 il 25 ottobre, il pubblico ministero ritiene che i messaggi diffusi attraverso i canali social del movimento possano aver contribuito a creare uno «stato di intimidazione della popolazione».

Nel decreto di fermo, gli inquirenti contestano a Siher un presunto progetto finalizzato a compiere atti delittuosi con finalità eversive. Si tratta, al momento, di accuse e ipotesi investigative che dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento. L’indagato ha diritto di difendersi e la sua responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti.

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I messaggi sui social e le manifestazioni in otto città

Al centro dell’inchiesta ci sono i contenuti pubblicati su Telegram e Instagram, attraverso i quali sarebbero stati diffusi appelli alla «mobilitazione permanente ogni sabato», fino alla caduta del governo. I messaggi avrebbero invitato i partecipanti a radunarsi in otto città italiane.

Secondo la ricostruzione della Procura, i contenuti avrebbero potuto raggiungere complessivamente circa 150mila persone: 100mila attraverso Telegram e 50mila su Instagram. Gli investigatori ritengono che Siher e la moglie, Sagia Hammoud, fossero gli unici amministratori delle pagine e della chat riconducibili al Movimento 17 ottobre. La donna, 32 anni e mediatrice culturale residente nel Comasco, risulta indagata per gli stessi reati.

Le attività di analisi informatica svolte dalla Polizia postale, con la presenza degli interessati e dei legali, avrebbero contribuito a ricostruire la gestione dei canali digitali. Durante le perquisizioni sarebbero state inoltre trovate mappe delle città nelle quali erano previste le manifestazioni.

Il legame con gli scontri di Milano resta da chiarire

Le indagini riguardano anche l’eventuale rapporto tra gli amministratori del movimento e le persone coinvolte negli scontri e nei saccheggi avvenuti nel centro di Milano durante il fine settimana del 17 e 18 ottobre. Stando a quanto riportato da Tgcom24, allo stato degli accertamenti non risultavano collegamenti diretti tra Siher e i giovanissimi indicati come protagonisti delle devastazioni.

La Digos e la Squadra mobile stanno proseguendo gli approfondimenti per verificare eventuali contatti personali e ricostruire la rete di relazioni del ricercatore. L’assenza di collegamenti diretti emersi finora non esclude che gli investigatori possano continuare a verificare altre piste.

Le verifiche su presunti legami con Hamas e hacker russi

Un altro filone riguarda eventuali contatti con persone coinvolte nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche. L’indagine aveva portato, nel dicembre 2025, a sette arresti, tra cui quello di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia. L’eventuale collegamento con Siher è ancora oggetto di accertamento e non equivale a una responsabilità accertata.

Gli investigatori stanno inoltre valutando una possibile connessione con Noname057(16), gruppo di hacker descritto nell’articolo come vicino a Mosca e già associato ad attacchi informatici contro obiettivi italiani e occidentali. Anche su questo fronte, al momento, si parla di una pista investigativa da verificare, non di un legame dimostrato.

Attesa per l’udienza di convalida del fermo

Al momento della pubblicazione dell’articolo di Tgcom24, Siher non era ancora stato interrogato dai pubblici ministeri. L’udienza di convalida del fermo era attesa nei giorni immediatamente successivi, mentre proseguivano gli accertamenti sui dispositivi informatici e sui contatti del ricercatore.

L’inchiesta dovrà chiarire il ruolo effettivo di Siher e della moglie nella gestione del Movimento 17 ottobre, la portata dei messaggi pubblicati e l’eventuale esistenza di collegamenti con altri soggetti o organizzazioni. Fino alla conclusione del procedimento, le contestazioni formulate dalla Procura restano ipotesi accusatorie da verificare.