lunedì, Ottobre 26

Di Battista attacca Schlein: «Non è credibile e strutturata». E critica il Pd sui diritti dei lavoratori

Nuovo affondo di Alessandro Di Battista contro Elly Schlein e il Partito Democratico. Ospite della trasmissione Accordi & Disaccordi, in onda sul Nove, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha espresso un giudizio fortemente critico sulla segretaria dem, mettendone in discussione la credibilità politica e la capacità di rappresentare un’alternativa.

«Io non vedo proprio Elly Schlein credibile e strutturata, è un mio parere personale», ha dichiarato Di Battista. Nel suo intervento, ha collegato la critica alla storia del Pd e alle scelte compiute dal partito in materia di lavoro e welfare, con particolare riferimento agli anni della gestione Renzi.

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L’accusa al Pd sui diritti dei lavoratori

Secondo Di Battista, il Partito Democratico avrebbe avuto un ruolo determinante nell’indebolimento delle tutele sociali e dei diritti dei lavoratori in Italia. «È la rappresentante del partito che maggiormente ha inciso sui diritti dei lavoratori, soprattutto nella gestione Renzi ma non solo», ha affermato riferendosi a Schlein.

L’ex esponente del M5S ha poi contestato alcune scelte politiche attribuite al centrosinistra, citando le privatizzazioni e le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Nel suo ragionamento, queste decisioni rappresenterebbero una contraddizione rispetto alla possibilità che il Pd si proponga oggi come forza di riferimento per chi chiede maggiori protezioni sociali.

Di Battista ha definito il Pd un «partito di sistema» e lo ha descritto come «irriformabile». Si tratta di una valutazione politica personale, espressa nel corso della trasmissione, che riflette la distanza tra la sua impostazione e quella dell’attuale Partito Democratico.

Il campo largo e la richiesta di maggiore radicalità

Nel suo intervento, Di Battista ha allargato il discorso alle prospettive elettorali del campo largo, l’area che riunisce forze politiche di opposizione. A suo giudizio, per competere alle elezioni sarebbe necessario adottare posizioni più nette e affrontare con maggiore decisione temi economici e sociali.

Tra gli esempi citati c’è la patrimoniale, un tema che, secondo l’ex parlamentare, le forze del campo largo avrebbero timore di affrontare apertamente in televisione. «Per vincere le elezioni bisogna essere radicali», ha sostenuto, criticando quella che considera una cautela eccessiva da parte della coalizione.

Le critiche anche al Movimento 5 Stelle di Conte

Di Battista ha rivolto alcune osservazioni anche al Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, sostenendo che oggi sia molto diverso da quello fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Secondo l’ex parlamentare, al Movimento mancherebbe l’elemento di novità che ne aveva caratterizzato gli esordi. Ha ricordato il programma dei «20 punti per uscire dal buio» e il ruolo svolto allora da Grillo, che, a suo avviso, riusciva a presentarsi come una figura nuova e vicina alle persone in difficoltà.

Di Battista ritiene che i Cinquestelle dovrebbero tornare a parlare con maggiore continuità di determinati temi sociali e politici. Le sue dichiarazioni mettono così in evidenza le critiche rivolte non soltanto al Pd e a Schlein, ma anche all’evoluzione del Movimento 5 Stelle rispetto alla sua fase originaria.