domenica, Agosto 2

«Sp*ra a Giorgia», vetrine rotte e vernice su banche e negozi al corteo Pro Palestina a Milano

Una giornata di tensione nel capoluogo lombardo, dove il corteo nazionale pro Palestina ha lasciato dietro di sé una scia di vandalismi, scritte minacciose e danneggiamenti in pieno centro cittadino.

Tra le immagini più forti emerse dal pomeriggio di protesta, spicca la scritta «Sp*ra a Giorgia», apparsa sulla filiale del Banco BPM in piazzale Lagosta. Un messaggio inquietante rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha subito scatenato reazioni politiche e sociali di condanna.

 

Vetrine distrutte e sedi bancarie imbrattate

I manifestanti hanno preso di mira numerosi esercizi commerciali, in particolare banche e multinazionali. Oltre al Banco BPM, anche la filiale del Banco Desio in via Trau è stata colpita: bruciata una telecamera di sorveglianza e imbrattata la vetrina con la scritta «No riarmo».

Il corteo, partito da Porta Venezia, si è snodato per le vie centrali della città. Al suo passaggio, diversi negozi hanno subito atti di vandalismo. In via Pola, la filiale di UniCredit è stata oggetto di un attacco violento: la vetrata è stata infranta e sulla facciata è comparsa la frase «UniCredit complice del genocidio». Alcuni attivisti presenti hanno persino esortato i manifestanti ad allontanarsi dalla zona per il rischio che la vetrata cedesse del tutto. Ma non è finita qua.

Non è andata meglio alla caffetteria Starbucks, anch’essa colpita dai vandali. Anche qui la vetrina è stata infranta e le pareti esterne sono state ricoperte di scritte contro Israele e contro le aziende accusate di complicità nel conflitto in Medio Oriente.

Petardi e momenti di tensione

Durante il passaggio del corteo si sono sentiti anche diversi petardi esplosi, che hanno aumentato la tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Al momento non si segnalano feriti, ma il bilancio dei danni è ancora in fase di valutazione.

La manifestazione, inizialmente autorizzata come pacifica, si è rapidamente trasformata in un’occasione per attacchi mirati a strutture simboliche del potere economico e istituzionale. Al termine del corteo, le autorità locali hanno avviato indagini per identificare i responsabili dei danneggiamenti e delle scritte minacciose.

Il clima politico e sociale attorno al conflitto israelo-palestinese resta incandescente, e quanto accaduto a Milano rischia di alzare ulteriormente il livello dello scontro anche sul fronte interno.