domenica, Agosto 2

Femminicidio Ilaria Sula: la scoperta agghiacciante nella casa di Mark Samson

Omicidio Ilaria Sula: il sopralluogo della Polizia Scientifica svela dettagli raccapriccianti

L’appartamento di via Homs, a Roma, è diventato il fulcro delle indagini sull’omicidio di Ilaria Sula, la giovane studentessa di 23 anni trovata senza vita ai primi di aprile. Dopo la confessione del reo confesso, Mark Samson, gli investigatori della Polizia Scientifica hanno eseguito un accurato sopralluogo nella sua abitazione, rivelando una scena del crimine agghiacciante. L’intero appartamento presentava evidenti tracce di sangue, distribuite in modo esteso e inquietante in ogni stanza.

L’omicidio forse avvenuto la sera del 25 marzo

Secondo quanto emerge dalle indagini, Mark Samson potrebbe aver mentito sulle tempistiche dell’omicidio. Sebbene nella sua dichiarazione abbia affermato di aver tolto la vita alla ex fidanzata nella mattinata del 26 marzo, gli elementi raccolti finora fanno pensare che il delitto sia avvenuto la sera prima, il 25 marzo, poco dopo che Ilaria era entrata nella casa. Dopo quel momento, di lei non si è saputo più nulla. Il suo corpo sarebbe rimasto nascosto nell’appartamento per circa venti ore, durante le quali Samson, con la probabile complicità della madre e forse anche di altri individui, avrebbe tentato di cancellare le tracce del crimine.

Sangue in ogni angolo della casa: i risultati del luminol

Il lavoro meticoloso degli agenti della Scientifica ha portato alla luce una verità cruda: il sangue della giovane vittima era ovunque. Utilizzando il luminol, una sostanza chimica che permette di individuare anche le tracce ematiche apparentemente cancellate, gli investigatori hanno trovato macchie di sangue in numerosi punti della casa. Dalla zona del bagno a quella della cucina, dal piatto doccia ai bastoni per la pulizia dei pavimenti, tutto sembrava contaminato.

Particolarmente impressionanti sono le macchie ematiche rilevate sul muro del corridoio, che fanno pensare a un tentativo disperato della ragazza di difendersi o di fuggire. Tracce sono state individuate anche su spazzolini per la pulizia, nei lavandini e persino all’interno di uno scatolone di cartone appoggiato sopra un armadio.

La dinamica dell’aggressione: un colpo mortale alla gola

Gli esiti dell’autopsia e i rilievi effettuati confermano che Ilaria sarebbe stata colpita con un’arma da taglio al collo, in modo tale da recidere la giugulare. Un colpo violento e preciso che avrebbe causato una massiccia perdita di sangue e la morte pressoché immediata. Questo dettaglio spiegherebbe la quantità significativa di tracce ematiche rinvenute all’interno dell’appartamento.

Al momento del ritrovamento, il corpo della ragazza indossava ancora i suoi vestiti: pantaloni neri Bershka e una felpa bianca H&M, entrambi visibilmente macchiati di sangue. Questi indumenti sono stati sottoposti a sequestro per ulteriori analisi forensi.

La lunga permanenza del corpo in casa e l’ipotesi di complicità

La versione dei fatti fornita da Samson è finita sotto la lente degli inquirenti. Il giovane avrebbe sostenuto di aver agito nella tarda mattinata del 26 marzo, ma diversi elementi contraddicono questa ricostruzione. Uno degli indizi principali è uno scontrino trovato durante le perquisizioni, che testimonia l’acquisto, proprio in quel giorno, di prodotti per la pulizia in un negozio vicino.

Questo dettaglio, unito al tempo intercorso tra il presunto omicidio e il momento in cui l’auto di Samson – una Ford Puma – viene ripresa da una fototrappola alle 18:35 del 26 marzo, ha portato gli investigatori a ritenere che il corpo sia stato nascosto per quasi un’intera giornata nell’abitazione, mentre veniva messo in atto un tentativo organizzato di ripulire la scena del crimine.

Inoltre, la presenza del sangue sulla maniglia interna della portiera sinistra della vettura fa supporre che il corpo sia stato caricato lì dentro prima di essere trasportato e abbandonato.

Il ritrovamento del corpo a Capranica Prenestin

La fototrappola che ha immortalato la Ford Puma in movimento è stata installata per prevenire l’abbandono illecito di rifiuti, ma si è rivelata fondamentale per ricostruire gli spostamenti di Samson. È proprio grazie a questo dispositivo che si è potuto ipotizzare che il cadavere sia stato trasportato e abbandonato il 26 marzo stesso, forse in serata.

Il corpo di Ilaria Sula è stato ritrovato solamente diversi giorni dopo, tra l’1 e il 2 aprile, in una scarpata sul monte Guadagnolo, nel territorio montuoso di Capranica Prenestina, a circa un’ora da Roma. Una zona impervia, scelta probabilmente per ostacolare il ritrovamento del cadavere e rallentare le indagini.

Il ruolo della madre e altri possibili complici

La madre di Mark Samson ha già confessato di aver preso parte, almeno in parte, all’occultamento delle prove. Resta da chiarire quanto fosse coinvolta nelle fasi successive al delitto e se fosse presente al momento dell’omicidio. Gli inquirenti, tuttavia, non escludono che anche altre persone possano aver collaborato nel tentativo di nascondere quanto accaduto.

Si indaga infatti su eventuali complicità esterne, che potrebbero aver aiutato Mark Samson a ripulire l’appartamento, organizzare lo spostamento del corpo e persino elaborare una versione dei fatti da fornire agli inquirenti.