domenica, Agosto 2

Caso Paganelli, poco fa la decisione ufficiale su Dassilva

Un nuovo sviluppo nel caso dell’omicidio di Pierina Paganelli

Il caso dell’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto a Rimini nell’autunno del 2023, torna oggi sotto i riflettori con una rilevante novità giudiziaria. La donna, 78 anni, è stata brutalmente assassinata nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2023 nel garage del suo condominio in via del Ciclamino. L’unico indagato per questo efferato delitto è Louis Dassilva, un uomo di origini senegalesi di 35 anni, residente nello stesso stabile della vittima.

Oggi, 14 aprile 2025, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rimini ha rigettato l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere avanzata dai legali dell’uomo. Louis Dassilva rimane dunque detenuto, in attesa di nuovi sviluppi nell’indagine che ha scosso profondamente la comunità riminese.

Il ritrovamento del corpo e l’inizio delle indagini

Il cadavere di Pierina Paganelli è stato scoperto la mattina del 4 ottobre 2023, intorno alle ore 8:30. A trovare la donna priva di vita è stata la nuora, Manuela Bianchi, all’interno del garage condominiale dove la vittima era solita recarsi. L’anziana presentava ben 29 ferite da taglio, una violenza che ha immediatamente fatto ipotizzare un omicidio premeditato o dettato da motivi particolarmente gravi.

I soccorritori, giunti sul posto dopo la chiamata di emergenza, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’anziana signora. Fin da subito, le indagini si sono concentrate su un ristretto numero di persone vicine alla vittima, tra cui appunto il vicino di casa Louis Dassilva.

Dassilva: il principale e unico sospettato

Louis Dassilva è stato arrestato il 16 luglio 2024, nove mesi dopo il delitto. Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, hanno seguito numerose piste, ma alla fine l’attenzione si è focalizzata sul 35enne, la cui posizione è rimasta al centro delle indagini.

Dassilva viveva nel medesimo complesso residenziale della signora Paganelli, e alcuni elementi emersi nel corso degli accertamenti tecnici e delle testimonianze lo hanno portato a essere l’unico indagato, al momento, per il brutale omicidio.

Secondo quanto trapelato, tra gli elementi su cui si basa l’accusa ci sarebbero alcune incongruenze nei movimenti dell’indagato nelle ore precedenti e successive al delitto, oltre a dati estratti da dispositivi elettronici a lui appartenenti. Su questi device, al momento sequestrati, è in corso una perizia tecnica disposta dal giudice.

La decisione del Gip: Dassilva resta in carcere

Questa mattina è arrivata la decisione del giudice per le indagini preliminari di Rimini, Vinicio Cantarini, che ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati difensori di Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi. I legali avevano presentato istanza per la revoca della misura cautelare, sostenendo che non ci fossero più i presupposti per la detenzione preventiva. Tuttavia, il giudice ha ritenuto ancora valide le esigenze cautelari, motivando il rigetto con il rischio di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato.

Non è la prima volta che la misura restrittiva viene confermata. Già l’11 settembre scorso, il tribunale del Riesame di Bologna aveva deciso di mantenere Dassilva in custodia cautelare, e oggi è arrivata una nuova conferma della validità di questa decisione.

Durante un’udienza precedente, lo stesso giudice Cantarini aveva sottolineato l’importanza di tenere le testimonianze fuori dai riflettori mediatici, affermando con decisione: “Non voglio un presunto colpevole per la televisione, voglio il presunto colpevole per il processo. Le prove e le testimonianze si portano in aula, non in TV”.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo

L’intera inchiesta sull’omicidio Paganelli è tuttora in corso e viene condotta nel più stretto riserbo. Gli inquirenti stanno aspettando ulteriori risultati da perizie tecniche su dispositivi elettronici, che potrebbero fornire elementi decisivi per fare luce sull’accaduto. Inoltre, sono ancora in corso approfondimenti su alcune testimonianze chiave che potrebbero contribuire a chiarire il movente e la dinamica del delitto.

Al momento, non sono emerse informazioni su eventuali complici o altre persone coinvolte, ma l’indagine resta aperta e non si escludono colpi di scena.

Una comunità sotto shock e in cerca di verità

L’omicidio di Pierina Paganelli ha colpito profondamente la città di Rimini. La donna era molto conosciuta nella zona e stimata dai vicini per il suo carattere gentile e la vita tranquilla. Il fatto che un delitto così feroce sia avvenuto in un contesto residenziale, nel cuore della notte, ha suscitato paura e indignazione tra i cittadini.

A distanza di mesi, la comunità continua a chiedere giustizia per Pierina. L’attesa per il processo e per l’eventuale identificazione del colpevole o dei colpevoli è ancora lunga, ma ogni sviluppo, come quello odierno, viene seguito con grande attenzione.