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Il contesto degli incontri tra Meloni, Trump e Zelensky: diplomazia e rispetto durante le esequie di Papa Francesco
La giornata del funerale di Papa Francesco ha segnato un momento di grande intensità emotiva e politica. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, ha partecipato con grande rispetto alla solenne cerimonia che ha riunito leader da tutto il mondo, senza permettere che le dinamiche diplomatiche sovrastassero il tributo dovuto al Pontefice, da molti considerato il “Papa della pace”.
Pur essendosi intrattenuta brevemente con Donald Trump al termine della funzione, Meloni ha scelto di evitare incontri ufficiali o dichiarazioni pubbliche durante il rito funebre, per preservare la sacralità del momento. Il suo atteggiamento discreto è stato apprezzato, in linea con il protocollo e con il suo stile istituzionale.
L’immagine di Meloni durante la cerimonia: sobrietà e rispetto
Vestita con un elegante tailleur nero, i capelli raccolti in uno chignon basso e grandi occhiali da sole a celarne l’espressione, Giorgia Meloni si è distinta per compostezza. Seduta in seconda fila, accanto al presidente del Senato Ignazio La Russa, ha seguito la cerimonia con partecipazione silenziosa, scambiando di tanto in tanto qualche parola sottovoce.
La presenza della premier è stata notata da molti: numerose le personalità che si sono avvicinate per porgerle un saluto prima dell’inizio della funzione. Tra questi, il principe William, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il Re e la Regina di Giordania, oltre a diversi leader africani coinvolti nei progetti di cooperazione previsti dal Piano Mattei.
La fotografia simbolo: Trump, Zelensky, Macron e Starmer, ma senza Meloni
Una delle immagini che hanno fatto il giro del mondo ritrae Donald Trump, Volodymyr Zelensky, Emmanuel Macron e Keir Starmer riuniti in un fitto scambio di opinioni all’interno della Basilica di San Pietro. Una scena intensa, con Macron che poggia una mano sulla spalla del presidente ucraino in segno di sostegno.
In quella foto, però, Meloni non compare. Fonti di governo hanno spiegato che la premier italiana si trovava all’esterno, sul sagrato, per rispetto del contesto e per evitare di trasformare un momento di preghiera in un’occasione di confronto politico troppo evidente. Nonostante l’assenza fisica da quell’immagine, Meloni ha continuato a gestire contatti cruciali dietro le quinte.
I contatti diplomatici della premier: Trump, Metsola e von der Leyen
Durante la giornata, Giorgia Meloni ha avuto comunque modo di intrattenersi brevemente con figure di primo piano della politica internazionale. Ha salutato e abbracciato calorosamente Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e ha avuto uno scambio di opinioni con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea.
Particolarmente stretto il coordinamento con Donald Trump. I due leader, raccontano fonti vicine a Palazzo Chigi, si sarebbero consultati sulle strategie da seguire durante la giornata, concordando incontri e messaggi chiave da veicolare in un contesto così delicato.
L’incontro tra Trump e Zelensky: un passo storico verso il dialogo
Uno degli episodi più significativi della giornata è stato senza dubbio l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, facilitato proprio dal lavoro diplomatico dell’Italia e della premier Meloni. Un faccia a faccia che la Casa Bianca ha definito “molto produttivo” e che lo stesso Zelensky ha qualificato come “storico”.
Il leader ucraino ha sottolineato l’importanza del colloquio, che ha avuto come tema centrale la ricerca di una soluzione pacifica al conflitto che da oltre due anni lacera l’Ucraina. Nonostante le posizioni spesso distanti, l’apertura di un canale di comunicazione diretto rappresenta un segnale positivo per la diplomazia internazionale.
Il pranzo con Javier Milei e l’amicizia con Meloni
Nella stessa giornata, Giorgia Meloni ha avuto anche un incontro conviviale con il presidente argentino Javier Milei. Il leader sudamericano ha voluto esprimere il suo apprezzamento nei confronti della premier italiana, definendola “una grande amica”. Un riconoscimento che testimonia come Meloni stia consolidando legami anche al di fuori del contesto europeo.
Il pranzo, sebbene informale, ha permesso di discutere questioni di interesse comune, tra cui il rafforzamento dei rapporti bilaterali e il sostegno reciproco in ambito internazionale.
Un bilaterale importante con Zelensky a Palazzo Chigi
Il pomeriggio della stessa giornata è stato poi segnato da un altro momento di grande rilievo: il bilaterale tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky, tenutosi a Palazzo Chigi. Un incontro molto atteso, in particolare dalla parte ucraina, che ha chiesto con insistenza questo confronto diretto.
Nel colloquio, si è discusso della situazione bellica, delle necessità urgenti dell’Ucraina e del ruolo che l’Italia può giocare sia in termini di aiuti umanitari che di supporto politico. La premier ha ribadito l’impegno italiano per la pace e il sostegno alla sovranità ucraina, mantenendo però un approccio pragmatico orientato alla ricerca di soluzioni diplomatiche.
Una giornata destinata a rimanere nella storia
La partecipazione di Giorgia Meloni al funerale di Papa Francesco, con il suo carico di incontri e momenti di alta diplomazia, si è trasformata in una giornata destinata a entrare nella storia. Non solo per l’addio a una figura centrale del nostro tempo come Papa Francesco, ma anche per i segnali di apertura tra Stati Uniti e Ucraina, in un contesto globale segnato da tensioni e incertezze.
Il comportamento della premier, improntato al rispetto e alla fermezza diplomatica, conferma il ruolo sempre più centrale dell’Italia nei grandi equilibri internazionali.
