domenica, Luglio 5

Garlasco, nuova svolta: Stasi esce dal carcere ma riceve il comunicato

Alberto Stasi: cosa può (e cosa non può) fare in semilibertà

 

Lo scorso 11 aprile il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, il regime di semilibertà.

Leggi anche:Frana sulla spiaggia in Italia: crolla un costone roccioso tra ombrelloni e bagnanti​

Leggi anche:Montecatini, si schianta con la moto contro un camper in A11: muore a 21 anni

Leggi anche:Giallo di Pietracatella, tre persone sotto la lente e nuovi testimoni: le indagini sulla morte di madre e figlia

 

Dal 28 aprile 2025, il 41enne potrà uscire durante il giorno per lavorare e gestire alcune attività di vita quotidiana, ma dovrà rientrare ogni sera nel carcere di Bollate.

Più libertà ma anche nuovi obblighi

La semilibertà consente a Stasi di condurre una vita più autonoma. Potrà scegliere come raggiungere il lavoro, dove pranzare e come trascorrere il tempo libero, sempre entro i limiti di orario stabiliti. Tuttavia, dovrà rispettare regole ferree: niente consumo di alcolici, droghe o fumo, nessuna frequentazione con pregiudicati, divieto assoluto di portare armi e obbligo di notificare tempestivamente eventuali ricoveri ospedalieri.

La giornata lavorativa sarà obbligatoria: Stasi lavora come contabile a Milano e non potrà saltare nemmeno un giorno senza giustificato motivo. Il rispetto di queste condizioni sarà monitorato attentamente: ogni infrazione potrebbe comportare la revoca della semilibertà.

La nuova inchiesta sul caso Chiara Poggi

La decisione del tribunale di concedere la semilibertà arriva mentre una nuova indagine sul delitto di Garlasco è in corso. La Procura di Pavia ha riaperto il fascicolo sul caso, mettendo sotto indagine per omicidio in concorso Andrea Sempio, 37 anni, amico del fratello di Chiara Poggi.

Sempio era già stato attenzionato in passato, ma le prove genetiche che lo riguardavano erano state considerate insufficienti. Oggi si apre un nuovo incidente probatorio: saranno comparati i Dna trovati sui margini delle unghie di Chiara e quelli di tutte le persone che frequentavano la villetta di Garlasco all’epoca dei fatti.

Stasi e il desiderio di normalità

Nonostante continui a professarsi innocente, Alberto Stasi ha davanti a sé ancora diversi anni di detenzione. La semilibertà rappresenta un primo passo verso una vita più autonoma, ma è strettamente vincolata al rispetto delle norme imposte dal tribunale. Ogni giornata si giocherà tra lavoro, spostamenti vigilati e il rientro obbligato dietro le mura del carcere ogni sera.

Il caso di Garlasco, che ha sconvolto l’Italia, resta ancora oggi oggetto di grande attenzione mediatica e giudiziaria. Le nuove indagini potrebbero, nei prossimi mesi, portare ulteriori novità su una vicenda che continua a suscitare emozione e interrogativi.