“Ilaria Salis, sei crudele”: la mamma di Pamela Mastropietro risponde alle parole shock sulle carceri
“Sei crudele”. Così inizia la durissima lettera aperta scritta da Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, rivolta all’eurodeputata Ilaria Salis. Il motivo? Le recenti dichiarazioni della neoeletta parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra sull’abolizione delle carceri, definite da Verni “non solo irrealistiche, ma profondamente offensive per chi ha vissuto sulla propria pelle l’orrore della violenza e dell’impunità”.
Il dolore di una madre ignorato
Al centro dello scontro, la tragica vicenda di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi da Innocent Oseghale nel 2018. Dopo anni di processi e dolore, Alessandra Verni non ha mai smesso di chiedere giustizia. Oggi si trova a dover replicare anche alle parole del padre di Ilaria Salis, che in passato la accusò pubblicamente di non aver saputo educare la figlia, scrivendo sui social: “La madre è l’ultima che dovrebbe parlare. La figlia era tossicodipendente. Lei dov’era?”. Vediamo nella prossima pagina il proseguo.
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Una lettera durissima
“Non si può permettere che i criminali restino liberi. Le tue parole dimenticano le vittime, le famiglie distrutte, le vite spezzate”, scrive Verni. Il suo sfogo è diventato virale sui social, dove molti utenti hanno espresso solidarietà alla madre di Pamela. “La giustizia è il diritto di sentirsi protetti, non un esperimento ideologico”, continua la lettera.
Una visione giudicata pericolosa
“Ogni volta che parli, ricorda che esistono famiglie come la mia. La tua visione mette in secondo piano la sicurezza di chi è più vulnerabile”. Verni accusa Ilaria Salis di trascurare completamente la realtà concreta del crimine, ritenendo le sue affermazioni pericolose per l’intera comunità.
Reazioni forti anche tra gli utenti
La rete si è divisa. Da un lato chi appoggia il grido di dolore di una madre che non dimentica, dall’altro chi invita a non dare troppo peso alle parole della parlamentare. “Mi dispiace che perda tempo”, scrive un utente, poco convinto che Salis possa cogliere la gravità delle sue dichiarazioni.
Un confronto che accende il dibattito nazionale e pone una domanda precisa: può davvero esistere giustizia senza carcere?
