Oggi, a Napoli, la tranquillità di una mattinata scolastica è stata bruscamente interrotta da un allerta bomba che ha coinvolto il Liceo Gian Battista Vico.

Erano circa le 11:00 quando la segnalazione è giunta alle autorità, innescando un intervento immediato e massiccio. La zona di via Salvator Rosa, normalmente vivace e affollata, si è trasformata in un teatro di emergenza, con le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco pronti a gestire una situazione di potenziale pericolo pubblico.
Questa notizia, che ha rapidamente catturato l’attenzione dei media e dei cittadini, non è solo un episodio di cronaca. Rappresenta un momento di riflessione su quanto la paura possa invadere la vita quotidiana, specialmente in un contesto scolastico, dove studenti e famiglie dovrebbero sentirsi al sicuro. La reazione immediata delle autorità ha dimostrato un impegno a garantire la sicurezza, ma ha anche sollevato interrogativi su un fenomeno che, purtroppo, sembra ripetersi con una certa frequenza: l’allerta bomba come scherzo di cattivo gusto.
Il momento dell’allerta
Il suono della campanella, che di solito segna il passaggio tra una lezione e l’altra, ha assunto un tono diverso, più urgente. Gli studenti, inizialmente ignari, hanno visto il loro mondo scolastico trasformarsi in un luogo di panico. Il brusio che riempiva le aule è stato sostituito da un silenzio carico di tensione. I passi veloci degli studenti che si dirigevano verso le uscite di sicurezza hanno creato un’atmosfera di confusione e apprensione.
Il personale scolastico, con una calma apparente, ha coordinato l’evacuazione, cercando di mantenere la lucidità in un momento di grande stress. Fuori, i lampeggianti blu delle autorità hanno iniziato a colorare le strade, segnalando che quella non sarebbe stata una giornata come le altre. La scena si è rapidamente trasformata in un’operazione d’emergenza, attirando l’attenzione di passanti e residenti, preoccupati per l’evolversi della situazione.
Le operazioni di evacuazione
Non appena l’allerta è stata confermata, i responsabili del Liceo hanno disposto l’evacuazione totale dello stabile. Centinaia di persone, tra studenti, docenti e personale ATA, sono state fatte confluire all’esterno in modo ordinato ma rapido. La priorità era chiara: mettere in salvo ogni singola persona presente nell’edificio. Le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco hanno isolato l’area circostante, permettendo così di svolgere le operazioni di verifica senza intralci.
La scena era surreale: studenti in gruppo, genitori preoccupati, e un cordone di sicurezza che circondava il liceo. La tensione era palpabile, ma anche un senso di cooperazione tra le persone presenti. Molti genitori si sono radunati nei pressi di via Salvator Rosa, cercando di ottenere notizie sui propri figli. In quel momento, la comunità ha mostrato la sua resilienza, unita dalla paura ma anche dalla solidarietà.
Il lavoro delle autorità
Con il passare del tempo, il nucleo speciale dei Vigili del Fuoco ha iniziato a effettuare i sopralluoghi tecnici necessari per bonificare l’intera struttura. Ogni angolo dell’istituto è stato setacciato, dalle aule ai laboratori, fino ai locali interrati. La meticolosità di queste operazioni richiede tempo e massima precisione. Ogni secondo di attesa si fa sentire, amplificando l’ansia di chi è rimasto all’esterno.

















