Si contano i voti. Alle 15 di lunedì 8 giugno 2026 si sono chiuse le urne per i ballottaggi comunali 2026 e lo spoglio è partito in tutte le 42 città al voto. I primi dati arrivano da Arezzo, dove il centrodestra è già in netto vantaggio. L’affluenza definitiva si è attestata al 52,07%, contro il 60,5% del primo turno: otto punti in meno, un calo significativo ma senza il tracollo che i dati parziali della prima giornata lasciavano temere. Lo spoglio è in corso anche in 148 comuni della Sardegna, dove si era votato per il primo turno.
Primo dato dallo spoglio: Comanducci avanti al 55% ad Arezzo
Il primo risultato parziale rilevante arriva da Arezzo. Quando sono state scrutinate 42 sezioni su 97, il candidato di centrodestra Marcello Comanducci risulta in netto vantaggio con il 55% dei voti contro il 45% dello sfidante di centrosinistra Vincenzo Ceccarelli. Un distacco significativo che conferma le aspettative della vigilia: Comanducci era partito con oltre 11 punti di vantaggio dal primo turno, e l’incognita dei voti del civico Marco Donati di Azione (circa il 20%) non sembra aver rovesciato i rapporti di forza.
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Affluenza definitiva: 52,07%, otto punti sotto il primo turno
Il dato definitivo sull’affluenza nei comuni al ballottaggio è del 52,07%, contro il 60,5% del primo turno. Un calo di otto punti che si conferma come il trend strutturale dei secondi turni italiani, pur senza rappresentare un vero e proprio tracollo. Va ricordato che il dato parziale della prima giornata di voto si era fermato al 39,8%, e che la seconda giornata ha dunque recuperato in modo consistente.
Tra i sei capoluoghi al voto le differenze sono marcate. Lecco è la maglia rosa con il 59% di affluenza, praticamente in linea con il 60% del primo turno — una partecipazione eccezionale per un ballottaggio. Seguono Chieti e Macerata al 55% (rispettivamente al 62% e 56% al primo turno), poi Arezzo al 53% (era al 59%) e Trani al 50% (era al 65%). La maglia nera spetta ad Agrigento con appena il 41%: un crollo vistoso rispetto al 59% del primo turno.
Record positivo a Pompei, record negativo a Comacchio
Tra tutti i 42 comuni al ballottaggio, il primato di partecipazione va a Pompei con il 62,76% di affluenza, pur in calo rispetto al 75,41% della tornata precedente. All’estremo opposto si conferma Comacchio con il 40,14%, il dato più basso tra i comuni al voto, contro il 44,96% della tornata precedente. Il calo più drastico in assoluto appartiene però a Ottaviano (Napoli): l’affluenza è scesa al 54,42% rispetto al 74,63% delle ultime elezioni amministrative, una perdita di oltre 20 punti percentuali.
Le sfide nei sei capoluoghi: chi parte avanti
Con lo spoglio in corso, la situazione nei capoluoghi è ancora in evoluzione. Ad Agrigento il candidato del campo largo Michele Sodano (39,1% al primo turno) sfida Dino Alonge del centrodestra (34,7%), ma la bassissima affluenza potrebbe aver penalizzato entrambi in modo imprevedibile. A Chieti il centrosinistra di Giovanni Legnini (47,2%) affronta il centrodestra ricompattato di Cristiano Sicari (27,47%), che ha stretto accordi con le liste di Colantonio e i centristi. A Lecco la sfida tra il sindaco uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e Filippo Boscagli (48,65%) è la più equilibrata tra i capoluoghi. A Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli (49,96%) ha sfiorato la vittoria al primo turno. A Trani si decide tra Marco Galiano (centrosinistra, 40,69%) e Angelo Guarriello (centrodestra, 30,32%).