Treviolo, si finge medico per aiutare una donna: ma era solo il figlio di un dottore
«Aiuto, aiuto, mi sento male»: è iniziato così l’episodio che ha portato un uomo a finire nei guai durante la manifestazione Treviva di Treviolo (Bergamo), gremita di migliaia di persone. Una donna, colta da malore, ha attirato l’attenzione degli agenti della Polizia locale in pattuglia, ma ad avvicinarsi per primo è stato un uomo che, con sicurezza, ha affermato: «Ci penso io, sono medico».
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Interviene al malore… e scappa appena arriva il 118
L’uomo ha aiutato la donna a stendersi e ha iniziato a tastarle il polso, attirando la fiducia dei presenti. Ma il suo atteggiamento è cambiato improvvisamente all’arrivo del personale del 118: il “medico” è impallidito e ha tentato di fuggire rapidamente tra la folla.
Il comportamento sospetto ha subito insospettito gli agenti, che lo hanno fermato e gli hanno chiesto di identificarsi. A quel punto, l’uomo ha perso la calma: ha iniziato a minacciare e insultare gli agenti, cercando di evitare ogni tipo di controllo.
La verità: “La medicina la conosco perché mio padre è medico”
Messo alle strette dal comandante della Polizia locale Matteo Copia, il quarantenne – residente in provincia di Monza-Brianza – ha finalmente confessato la verità: non era affatto un medico, ma il figlio di uno. E ha cercato di giustificarsi affermando: «Sono cresciuto in una famiglia di dottori, la medicina la conosco bene».
Una spiegazione giudicata surreale e per nulla sufficiente a evitargli guai seri: per lui sono infatti scattate tre denunce con accuse gravi. Le ipotesi di reato contestate sono:
- Usurpazione di titolo
- Esercizio abusivo di attività sanitaria
- Oltraggio a pubblico ufficiale
Il “buon samaritano” ora rischia grosso
L’episodio ha destato grande scalpore durante l’evento cittadino. La donna soccorsa, fortunatamente, è stata poi affidata alle cure del 118 e non ha riportato conseguenze gravi. L’intervento tempestivo della Polizia locale ha impedito che l’episodio degenerasse ulteriormente.
La vicenda solleva però anche preoccupazioni sulla sicurezza durante eventi pubblici affollati, dove può bastare un atteggiamento sicuro e qualche parola per far cadere tutti in errore. Ora il caso è al vaglio dell’autorità giudiziaria e il finto medico potrebbe trovarsi a rispondere in tribunale per il suo gesto tanto teatrale quanto rischioso.