sabato, Marzo 28

Corteo No Kings a Roma, Bonelli: “Oltre 100mila in piazza. Basta guerra e fossili”

Dal corteo contro guerra e riarmo andato in scena a Roma, arriva la presa di posizione di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. Un intervento che lega in modo diretto il tema dei conflitti internazionali alla necessità di cambiare radicalmente il modello energetico.

Secondo Bonelli, la mobilitazione ha mostrato una partecipazione significativa, con una forte presenza di giovani e cittadini uniti da una richiesta comune: fermare la guerra e cambiare rotta sulle politiche economiche e ambientali.

“Una straordinaria partecipazione di popolo”

È una straordinaria partecipazione di popolo, di tanti tanti giovani che dicono no alla guerra”, ha dichiarato dal corteo, rivendicando la portata della manifestazione. Bonelli ha parlato di una piazza ampia e coinvolta, indicando in oltre 100mila persone il numero dei partecipanti secondo gli organizzatori. Una presenza che, a suo avviso, rappresenta un segnale politico chiaro nei confronti del governo e delle scelte internazionali.

L’attacco: “No ai signori della guerra”

Nel suo intervento, il leader dei Verdi ha puntato il dito contro i principali attori internazionali: “No ai signori della guerra, in particolare no a Trump e Netanyahu”.

Secondo Bonelli, dietro ai conflitti ci sarebbero anche interessi economici legati all’energia e agli armamenti: “Trump si sta arricchendo con la guerra. Più gas, più petrolio che vende, più armi”.

Una critica che si estende anche alla posizione dell’Italia: “Il nostro governo non dice no alla guerra, anzi la foraggia aumentando le spese per armamenti”.

Energia e guerra: il nodo politico

Il punto centrale dell’intervento riguarda però il legame tra guerra e politiche energetiche. Bonelli sostiene che la dipendenza da petrolio e gas alimenti indirettamente i conflitti, rendendo necessario un cambio di paradigma.

Noi dobbiamo dire no al petrolio”, ha affermato, indicando nelle energie rinnovabili la strada alternativa. Non solo una scelta ambientale, ma anche geopolitica.

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