Inchiesta su Corruzione negli Appalti: Coinvolto il Sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo
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Una nuova indagine giudiziaria scuote la Puglia: il sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo, esponente di Fratelli d’Italia, è tra gli otto indagati in un’inchiesta per corruzione coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari.
L’inchiesta, avviata come secondo capitolo di una precedente operazione giudiziaria, punta i riflettori su un presunto sistema di corruzione e manipolazione delle gare pubbliche che coinvolge funzionari pubblici, amministratori locali e imprenditori privati.
Il Contesto dell’Indagine: Appalti e Corruzione nella Pubblica Amministrazione
L’indagine nasce come estensione di un primo filone aperto nel novembre 2024, condotto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari. Quella prima tranche aveva già fatto emergere irregolarità e gravi sospetti di corruzione all’interno della ASL di Bari. Tra i nomi coinvolti figuravano già il dirigente Nicola Sansolini e i funzionari Nicola Iacobellis e Concetta Sciannimanico, tutti in stretti rapporti con imprenditori del territorio pugliese.
In questa seconda fase investigativa, l’inchiesta si è allargata ai Comuni di Gioia del Colle e Bitritto, portando alla luce presunti illeciti nella gestione di appalti pubblici. L’elemento chiave, secondo gli inquirenti, è l’utilizzo sistematico di informazioni riservate per orientare le gare d’appalto verso aziende predeterminate.
Le Perquisizioni del 19 Giugno
Nella mattina del 19 giugno 2025, su mandato del Procuratore Roberto Rossi e della PM Savina Toscani, la Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari e acquisizioni documentali. I militari hanno effettuato controlli a casa e negli uffici di otto persone, tra cui il primo cittadino di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo. Insieme a lui, risultano coinvolti altri quattro soggetti con incarichi pubblici e tre imprenditori.
Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, alla turbata libertà degli incanti, fino al falso ideologico e al traffico illecito di influenze.
Gli Appalti Truccati nei Comuni di Gioia del Colle e Bitritto
Secondo quanto emerso dalle indagini, uno dei casi più eclatanti riguarda l’affidamento dei lavori per la costruzione di una scuola elementare a Bitritto. La gara d’appalto, secondo l’accusa, sarebbe stata pilotata ancor prima della sua pubblicazione ufficiale. Documenti sensibili sarebbero stati trasmessi in anticipo ad alcuni imprenditori, favorendoli ingiustamente.
In cambio, il responsabile del procedimento avrebbe ricevuto 56 quintali di legna da ardere. Un altro funzionario comunale, invece, avrebbe accettato la promessa di una tangente da 60.000 euro. Tutto ciò per agevolare l’aggiudicazione dell’appalto a un’impresa specifica, violando così i principi di trasparenza e concorrenza.
Il Caso di Gioia del Colle e il Ruolo del Sindaco
Nel Comune guidato da Mastrangelo, le indagini si sono concentrate su un appalto per l’adeguamento strutturale di una scuola. In questo caso, gli investigatori sospettano che i dati tecnici necessari alla gara siano stati predisposti direttamente dalla ditta che poi ha ottenuto il contratto.
A facilitare il tutto, ci sarebbe stata la mediazione di un soggetto terzo, anch’egli indagato, accusato di traffico illecito di influenze. Quest’ultimo avrebbe sfruttato il suo rapporto diretto con il sindaco per ottenere accesso a informazioni privilegiate, in cambio di un compenso pattuito pari al 10% dell’importo dell’appalto.
Uno Schema Corruttivo Già Conosciuto
Secondo gli inquirenti, la metodologia seguita richiama da vicino quella già documentata nel primo filone investigativo. Lo schema si ripeterebbe: documenti riservati condivisi in modo illecito, simulazioni di procedure regolari, redazione anticipata di atti tecnici da parte dell’imprenditore beneficiario e assenza di controlli formali sul reale avanzamento dei lavori pubblici.
Questi elementi indicano, secondo la Procura, l’esistenza di un sistema ben collaudato e non di semplici deviazioni occasionali.
I Nomi Degli Indagati
L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di otto persone:
Donato Mottola – imprenditore di Noci, già arrestato nel 2021 per una tangente da 20.000 euro al capo della Protezione Civile regionale;
Francesco Girardi – imprenditore coinvolto in appalti pubblici;
Giovanni Mastrangelo – sindaco di Gioia del Colle, eletto con Fratelli d’Italia;
Nicola Sansolini – dirigente della ASL di Bari;
Nicola Iacobellis – funzionario ASL Bari;
Antonino Del Vecchio – responsabile dell’Ufficio Lavori Pubblici di Gioia del Colle;
Lorenzo Fruscio – dirigente omologo presso il Comune di Bitritto;
Raffaele Amato – funzionario delle Infrastrutture del Comune di Bari.
Per alcuni di questi, come il sindaco Mastrangelo, sono già stati eseguiti provvedimenti di perquisizione. Per altri, gli accertamenti sono ancora in corso, al fine di verificare la portata effettiva del loro coinvolgimento.
Un Sistema Radicato e Trasversale
L’indagine rivela un quadro preoccupante: quello di un sistema di corruzione non limitato a un singolo Comune o ente, ma diffuso trasversalmente su più livelli della pubblica amministrazione locale. Le tecniche utilizzate e i soggetti coinvolti sembrano seguire schemi ripetitivi e consolidati, segno di una strategia ben strutturata, piuttosto che di episodi sporadici.
Questa rete di favori, scambi illeciti e compromissioni istituzionali mette in evidenza le debolezze del sistema di controllo negli enti locali, e alimenta i dubbi su quanto sia davvero garantita l’imparzialità nella gestione delle risorse pubbliche.

