L’arrivo di Irina Shayk sul palco del Festival di Sanremo 2026 ha acceso un dibattito che va ben oltre la musica. La top model russa, scelta come co-conduttrice accanto a Carlo Conti e Laura Pausini, è diventata nel giro di pochi minuti uno dei temi più discussi dell’intera serata.
Irina Shayk che presenta Sal Da Vinci IL METAVERSO #Sanremo2026 pic.twitter.com/rj8ydWPmp5
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— katiuscia 🐦🔥 (@katyeilblu) February 26, 2026
Prima ancora delle sue parole, sono stati i social a detonare. Su X l’hashtag #Sanremo2026 è schizzato tra le tendenze in Italia, accompagnato da una raffica di commenti ironici, critici e talvolta feroci.
La lingua, l’outfit e l’effetto “straniamento”

Uno dei primi punti contestati è stato l’uso dell’inglese. “Ma questa top model neanche parla in italiano?”, scrive un utente. “Poi qualcuno mi spiega perché lei è qui (ma chi è)”, rilancia un altro profilo. C’è chi si limita a un “Ossignore” lapidario e chi commenta sconsolato: “Mi sto arrendendo, filo a letto”.
Irina Shayk si è messa la prima cosina che ha visto nell’armadio. #Sanremo2026 pic.twitter.com/Cta3zkP6tV
— Paolo Giordano (@IlPaoloGiordano) February 26, 2026
L’outfit non è passato inosservato. “Di questo outfit salvo solo il cappello”, si legge in un post satirico. Qualcuno ironizza paragonandola ad “Anna Oxa”, altri usano soprannomi irriverenti. Non manca chi critica l’interazione con Conti definendola “imbarazzante”.
Ma questa Irina cosa fa stasera? Sfila, si cambi d’abito e non capendo cosa le si viene detto spara frasi a caso, o poi a un certo punto farà anche altro?#Sanremo2026
— Saimon194 (@Saimon194) February 26, 2026
La sensazione diffusa tra molti utenti è stata quella di uno scollamento tra palco e pubblico. “Raga vorrei spegnere ma cosa è questa interazione”, si legge in uno dei tanti commenti diventati virali in pochi minuti.
“Non parlo di politica”: la frase che riapre il fronte
Se la polemica sulla lingua poteva rientrare nel terreno del costume, la dichiarazione di Shayk sulle sue origini russe ha acceso un livello diverso di discussione. La modella ha ribadito di essere orgogliosa delle proprie radici, aggiungendo però di “non voler entrare in questioni politiche”.
ma perché l’hanno vestita da meccanico #Sanremo2026
— chiara ♡💐 (@YO0NIVERSE_) February 26, 2026
Una frase che ha diviso. C’è chi la difende come una scelta personale legittima e chi invece la considera una neutralità troppo comoda in un momento storico segnato da conflitti internazionali. “Assistere a questi siparietti ogni anno sulla Pace sta iniziando a diventare imbarazzante visto tutto il contorno”, scrive un utente, collegando la presenza internazionale al tema più ampio della coerenza del servizio pubblico.
Il ruolo della Rai e il peso simbolico di Sanremo
La questione, per molti osservatori, non riguarda solo Irina Shayk ma la scelta editoriale della Rai. Sanremo non è un evento qualunque: è il programma simbolo della televisione italiana, capace di mescolare intrattenimento, cultura pop e messaggi sociali.
Se sullo stesso palco si parla di pace, memoria e valori civili, allora ogni presenza assume un peso simbolico. L’internazionalità è una ricchezza, ma secondo alcuni dovrebbe dialogare con il contesto e con l’identità culturale del Festival.
Tra glamour e contenuto
Irina Shayk ha portato eleganza e un’aura globale all’Ariston. Ma la polemica sollevata su X dimostra quanto il pubblico percepisca Sanremo come qualcosa di più di uno show. Non solo estetica, non solo immagine.
La bellezza può incantare, ma non basta a mettere a tacere le domande. E mentre l’hashtag continua a macinare commenti, il caso Shayk diventa l’ennesima dimostrazione di come il Festival riesca, ogni anno, a trasformare ogni dettaglio in un dibattito nazionale.