domenica, Luglio 12

Caso “bimbi nel bosco”: il Ministero ribalta tutto

Il caso dei bimbi nel bosco di Palmoli si arricchisce di nuovi elementi destinati ad alimentare il dibattito nazionale. Dopo giorni di polemiche, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato che l’obbligo scolastico per i tre minori era stato assolto in modo regolare tramite educazione domiciliare, una modalità pienamente legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti.

Una nota ufficiale del dicastero spiega che la conferma è arrivata dal dirigente dell’istituto scolastico di riferimento tramite l’Ufficio scolastico regionale. Un dettaglio che contrasta con quanto affermato in precedenza dai servizi sociali e dal Tribunale dei minori dell’Aquila, secondo cui i certificati presentati dai genitori sarebbero risultati insufficienti.

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Nordio avvia gli accertamenti sull’operato dei giudici

Parallelamente, il Ministero della Giustizia ha avviato verifiche formali sul provvedimento che ha portato all’allontanamento dei bambini. Gli uffici del Ministero sono in contatto con il tribunale e hanno richiesto tutta la documentazione — ordinanze, relazioni e referti — per valutare l’iter seguito dai magistrati.

Al termine degli accertamenti, l’ispettorato invierà al ministro Carlo Nordio una relazione contenente un possibile parere di archiviazione, la richiesta di ulteriori approfondimenti o l’eventuale indicazione di sanzioni.

I documenti e le incongruenze evidenziate

Il Ministero dell’Istruzione ribadisce che Nathan e Catherine, i genitori che hanno scelto per i figli l’istruzione parentale, risultano in regola dal punto di vista scolastico. Lo stesso non coinciderebbe con quanto era stato messo nero su bianco in una relazione dei servizi sociali dello scorso luglio, in cui si definiva la famiglia come: “Un nucleo familiare a rischio di grave emarginazione sociale, in disagio abitativo senza interazioni sociali frequenti né entrate fisse, con i figli minori che non frequentano la scuola e attività ricreative o sportive”. Il nuovo quadro fornito dal Ministero ha riacceso il dibattito politico.

La reazione di Salvini: “Smontata un’altra notizia fake”

Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la nota del Ministero scrivendo sui social: “Altra notizia fake smontata, motivo in più perché quei bimbi tornino al più presto nella loro casa nel bosco per crescere sereni, imparare, sorridere e giocare”.

Lo stesso Salvini ha poi criticato la pratica a tutela dei magistrati avviata dal CSM dopo le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, affermando: “I giudici tutelano i giudici. E quei tre bambini strappati ai genitori, chi li tutela?”.

Dalla pratica del Csm emerge invece un richiamo: “Alcune dichiarazioni pubbliche trascendono la legittima critica a un atto giudiziario e finiscono per colpire direttamente l’operato dei magistrati del tribunale per i minori, esponendoli a una indebita pressione mediatica”.

Mobilitazioni e aiuti: imprenditori offrono un modulo abitativo

Il caso continua a dividere istituzioni e opinione pubblica. L’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi ha annunciato un’interrogazione prioritaria alla Commissione europea, mentre la Lega Abruzzo organizzerà una raccolta firme nel fine settimana.

Intanto anche privati cittadini si sono mossi per aiutare la famiglia: due imprenditori della zona hanno deciso di offrire gratuitamente un modulo abitativo pronto all’uso che risponda ai requisiti richiesti dal Tribunale, con spazi funzionali, collegamenti per acqua ed energia e tempi di installazione molto rapidi. L’obiettivo è garantire condizioni adeguate senza imporre un cambiamento radicale dello stile di vita scelto dalla coppia.

Il padre, Nathan, intanto ha scelto di non rilasciare più dichiarazioni dopo un incontro con il gruppo dei neorurali della zona: una trentina di famiglie tra Palmoli, Tufillo e San Buono che condividono lo stesso modello di vita off-grid.