lunedì, Luglio 6

Caso Garlasco, 18 anni dopo: l’avvocato di Andrea Sempio rilancia “Non è stato Alberto Stasi”

stasi

Il caso Garlasco riaccende il dibattito: 18 anni dopo, nuove rivelazioni sull’omicidio di Chiara Poggi

A 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell’agosto 2007, il caso torna al centro dell’attenzione pubblica e mediatica. A rilanciare il dibattito è stato l’intervento di Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, ospite della trasmissione Storie Italiane su Rai 1.

Leggi anche:Frana sulla spiaggia in Italia: crolla un costone roccioso tra ombrelloni e bagnanti​

Leggi anche:Montecatini, si schianta con la moto contro un camper in A11: muore a 21 anni

Leggi anche:Giallo di Pietracatella, tre persone sotto la lente e nuovi testimoni: le indagini sulla morte di madre e figlia

Lovati ha espresso forti dubbi sulla colpevolezza di Alberto Stasi, fidanzato della vittima, già condannato in via definitiva. “Ho sempre creduto nella sua innocenza”, ha dichiarato, sostenendo che anche il suo assistito, Andrea Sempio, non abbia alcuna responsabilità.

Le parole dell’avvocato Lovati: “Alberto Stasi è innocente”

Durante l’intervista, Lovati ha messo in discussione le conclusioni raggiunte dai tribunali italiani. Secondo il legale, l’intera vicenda processuale presenta numerose lacune investigative e contraddizioni che non sono mai state chiarite in modo approfondito.

“Non si è mai verificato realmente quanto dichiarato da Stasi”, ha detto Lovati, riferendosi alla ricostruzione di quella mattina da parte dell’allora fidanzato di Chiara Poggi. Il racconto – secondo il quale Stasi avrebbe suonato il campanello, scavalcato l’inferriata e trovato Chiara in fin di vita – non sarebbe stato mai oggetto di verifiche giudiziali pratiche.

Perché non è stato fatto un esperimento giudiziale?

Uno degli elementi centrali della critica di Lovati è la mancata esecuzione di un esperimento giudiziale sul posto. “Sarebbe bastato riportarlo alla villetta di Garlasco per chiedergli ‘dove hai scavalcato?’, cercare impronte, verificare se quanto detto corrispondeva alla realtà”.

Questo passaggio, a suo avviso, avrebbe potuto cambiare completamente il corso delle indagini e aprire nuove piste investigative, più solide e affidabili.

Le scarpe pulite di Stasi: un dettaglio sospetto?

Un altro punto sollevato riguarda le scarpe pulite di Alberto Stasi nel momento in cui arrivarono i soccorsi. “Un dato che non torna”, sostiene Lovati. Se davvero fosse entrato in una casa dove si era appena consumato un omicidio, è logico aspettarsi tracce di sangue o sporco.

“Quel dettaglio fa pensare che Stasi non sia mai entrato davvero”, afferma l’avvocato, insinuando che il ragazzo possa aver riferito una versione dei fatti costruita da altri.

Andrea Sempio e Alberto Stasi: due innocenti?

Lovati ha sottolineato più volte come, secondo lui, entrambi i giovani siano innocenti. “Temo che gli errori commessi in passato con Stasi possano essere ripetuti oggi su Sempio”, ha affermato. Questa dichiarazione ribadisce la mancanza di fiducia nel metodo investigativo usato all’epoca.

L’avvocato teme che ancora una volta si possa finire per trascurare piste alternative, come, ad esempio, quella che coinvolgerebbe un possibile omicida diverso da quanto stabilito nei processi.

“Chiara Poggi è stata uccisa da un sicario”

Una delle dichiarazioni più forti rilasciate da Lovati è arrivata a fine intervista, quando ha espresso un’opinione personale: “Per me Chiara è stata uccisa da un sicario. Lo dico da cittadino, non da avvocato”.

Un’ipotesi che non è mai stata approfondita a livello ufficiale, ma che getta nuove ombre sul delitto di Garlasco, riaprendo la discussione sull’identità dell’assassino e sulle eventuali motivazioni dietro un simile gesto.

Il caso Chiara Poggi: un enigma ancora irrisolto?

Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, l’omicidio di Chiara Poggi continua a essere avvolto nel mistero. Le nuove dichiarazioni dell’avvocato Lovati, pur non supportate da nuove prove, evidenziano quanto sia ancora forte il bisogno di chiarezza su questo caso.

Anche a distanza di 18 anni, la comunità di Garlasco e l’opinione pubblica non smettono di interrogarsi: è stata fatta davvero giustizia? O ci sono ancora verità nascoste che devono emergere?