domenica, Luglio 5

Caso Garlasco: nuova svolta nelle indagini, il DNA delle gemelle Cappa sarà prelevato. Gli avvocati: “Si può riscrivere la storia”

Caso Garlasco: nuova svolta nelle indagini, il DNA delle gemelle Cappa sarà prelevato. Gli avvocati: “Si può riscrivere la storia”

Un nuovo capitolo nel caso Garlasco

A distanza di quasi 17 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, si apre un nuovo e delicato capitolo nell’ambito dell’inchiesta che non ha mai smesso di sollevare interrogativi e controversie. Le indagini, riaperte dopo una richiesta di revisione del caso, puntano ora a effettuare nuove analisi genetiche. L’obiettivo è confrontare il DNA prelevato all’epoca del delitto con quello di nuovi soggetti, tra cui le gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine della vittima.

Il maxi incidente probatorio e i nuovi protagonisti

La decisione è stata formalizzata dalla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, che ha affidato l’incarico ai periti Denise Albani e Domenico Marchigiani. I due avranno a disposizione 90 giorni per completare l’esame e depositare la loro relazione. Si tratta di un incidente probatorio di ampio respiro che coinvolgerà anche altri individui legati direttamente o indirettamente alla vicenda.

Leggi anche:Frana sulla spiaggia in Italia: crolla un costone roccioso tra ombrelloni e bagnanti​

Leggi anche:Montecatini, si schianta con la moto contro un camper in A11: muore a 21 anni

Leggi anche:Giallo di Pietracatella, tre persone sotto la lente e nuovi testimoni: le indagini sulla morte di madre e figlia

Tra i nomi coinvolti vi sono Marco Panzarasa, amico intimo di Alberto Stasi, e due amici di Andrea Sempio – Mattia Capra e Roberto Freddi – tutti chiamati a fornire campioni del proprio DNA. Le nuove analisi serviranno a verificare eventuali compatibilità genetiche con il materiale biologico ritrovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Particolare attenzione verrà data a un secondo profilo maschile rilevato e mai identificato con certezza fino a oggi.

Un’udienza sotto i riflettori

L’udienza svoltasi venerdì presso il Tribunale di Pavia ha attirato un notevole interesse mediatico. Giornalisti, fotografi e troupe televisive hanno affollato i corridoi del palazzo di giustizia, mentre avvocati, periti e magistrati si dirigevano rapidamente verso l’aula. Si tratta di un momento cruciale per le nuove indagini, che potrebbero portare a una svolta clamorosa.

Questo passaggio arriva dopo che il precedente incidente probatorio, avviato ad aprile, era stato sospeso a causa della ricusazione del genetista Emiliano Giardina. Secondo la Procura, Giardina non avrebbe garantito la necessaria imparzialità per via di alcune dichiarazioni rilasciate nel 2017 alla trasmissione televisiva “Le Iene”.

I nuovi periti: un passaggio di consegne

A prendere il posto di Giardina sarà ora Denise Albani, genetista della Polizia Scientifica ed ex allieva dello stesso esperto ricusato. Al suo fianco lavorerà Domenico Marchigiani, esperto in dattiloscopia e sovrintendente delle forze dell’ordine. I due periti dovranno analizzare circa 60 impronte digitali raccolte a suo tempo dai RIS di Parma. Alcune di queste non sono mai state attribuite, e il nuovo esame servirà a cercare eventuali tracce genetiche rimaste inosservate in passato.

Le impronte erano state raccolte con l’uso di fascette para-adesive, una tecnica che oggi consente di recuperare possibili residui biologici ancora utili per effettuare confronti genetici aggiornati.

I consulenti di parte e i protagonisti delle nuove indagini

Tutti i consulenti tecnici delle parti coinvolte saranno presenti durante le operazioni. Andrea Sempio, attualmente unico indagato nella nuova fase dell’inchiesta, è difeso dagli avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati. La sua difesa si avvale della consulenza dell’ex generale del RIS Luciano Garofano.

Anche la difesa di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi e condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio, continua a partecipare attivamente alla vicenda. Gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari confermano come consulente il genetista Ugo Ricci, autore della perizia che aveva contribuito alla riapertura delle indagini.

Dalla parte della Procura è stato designato Carlo Previderè, esperto di genetica forense e autore della relazione tecnica depositata nel 2024 che ha dato nuovo impulso all’inchiesta.

Anche la famiglia Poggi è parte attiva

I genitori di Chiara, Giuseppe e Rita Poggi, assistiti dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni, continuano a seguire con grande attenzione ogni fase processuale. Per le nuove analisi, hanno confermato i propri consulenti di fiducia: il genetista Marzio Capra e l’ex agente della Scientifica Dario Redaelli. Entrambi avevano già preso parte agli sviluppi precedenti delle indagini.

Uno dei punti centrali del dibattito sarà proprio l’attualità e l’affidabilità delle tracce biologiche conservate nel tempo. L’obiettivo principale è stabilire se il DNA prelevato dalle unghie della vittima possa ancora essere utilizzato con validità scientifica in un confronto genetico, nonostante siano passati quasi due decenni.

Il significato delle nuove analisi

Il secondo profilo genetico maschile rilevato potrebbe rappresentare la chiave per un’eventuale nuova lettura dei fatti. Se dovesse risultare compatibile con quello di Andrea Sempio o di un altro individuo, le indagini potrebbero assumere una direzione completamente diversa. Si tratterebbe di un vero e proprio ribaltamento della verità giudiziaria emersa finora.

In questa fase, è stato escluso il bisogno di acquisire nuovamente i profili genetici dei familiari di Chiara Poggi. La Procura – rappresentata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza – ha confermato che quei dati sono già presenti negli atti processuali e non necessitano di ulteriori aggiornamenti.

Le gemelle Cappa e un testimone chiave

Particolare attenzione è rivolta alle gemelle Cappa, finite sotto i riflettori dopo che un testimone avrebbe riferito di averle viste gettare oggetti in un canale poco dopo il delitto. Un elemento che ha spinto la Procura a disporre l’acquisizione del loro DNA, ritenuto potenzialmente utile per verificare eventuali collegamenti con le tracce ritrovate.

Questa scelta rappresenta un altro passaggio importante in una vicenda che continua a tenere alta l’attenzione pubblica e giudiziaria. Ogni nuovo elemento raccolto potrebbe contribuire a chiarire aspetti rimasti oscuri per troppo tempo.

Una storia da riscrivere?

Secondo i legali coinvolti nella nuova fase processuale, ci sarebbero margini concreti per “riscrivere la storia” del delitto di Garlasco. Le analisi genetiche, affidate a professionisti qualificati e svolte con tecnologie all’avanguardia, potrebbero fornire risposte cruciali a domande rimaste sospese per anni.

La riapertura del caso, più che un tentativo di rimettere in discussione le sentenze passate, è vista come un doveroso approfondimento finalizzato alla ricerca della verità. Qualora dovessero emergere nuovi scenari, sarà compito della giustizia valutare ogni elemento con la massima attenzione e trasparenza.