Una tragedia si è consumata all’alba di venerdì 3 luglio a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, dove un ultraleggero si è schiantato in un campo durante la fase di decollo. Nell’incidente ha perso la vita il pilota, Claudio Benelli, 57 anni, originario di Castelleone, in provincia di Cremona. Un volo mattutino finito nel modo più drammatico, a pochi istanti dal distacco da terra.
Cosa è successo

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L’incidente è avvenuto intorno alle 7 del mattino, a fianco dell’aviosuperficie Serristori. Per cause ancora in corso di accertamento, il velivolo è precipitato in un campo a breve distanza dalla pista, poco dopo il decollo, senza lasciare scampo al pilota.
Benelli faceva parte di un gruppo di piloti partiti dal Nord Italia, atterrati a Castiglion Fiorentino il giorno precedente e che avevano pernottato nella struttura ricettiva vicina alla pista. Secondo una prima ricostruzione, il pilota aveva scelto di anticipare il decollo alle prime ore del mattino proprio per evitare i venti avversi previsti nel corso della giornata. Ma qualcosa è andato storto: le ipotesi, tutte da verificare, vanno da un possibile guasto tecnico ad altri fattori che soltanto gli accertamenti potranno chiarire.
L’allarme dato da un automobilista
A notare i rottami dell’ultraleggero è stato un automobilista che stava transitando lungo la strada provinciale della Misericordia, il quale ha immediatamente dato l’allarme. Quando i mezzi di soccorso del 118 hanno raggiunto il luogo dell’incidente, però, per il pilota non c’era ormai più nulla da fare: ai sanitari non è rimasto che constatarne il decesso.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, affiancati dai vigili del fuoco e dalla polizia municipale, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia e accertarne le cause.
Il secondo incidente in due settimane
A rendere ancora più impressionante la vicenda è una coincidenza che non passa inosservata: si tratta del secondo incidente di un ultraleggero nel territorio di Castiglion Fiorentino nel giro di due settimane. Domenica 21 giugno, sempre in fase di decollo, era precipitato un altro velivolo, partito però da un’altra aviosuperficie del comune. In quel caso il pilota, un uomo di 86 anni ed ex comandante di linea, se l’era cavata con lievi ferite.
Due episodi ravvicinati che, pur riguardando piste e circostanze diverse, riportano l’attenzione sulla sicurezza del volo leggero nella zona e sulle insidie della fase di decollo, tra le più delicate per questo tipo di velivoli.
L’aviosuperficie Serristori
La pista del Serristori, situata nei pressi della frazione di Manciano, è una struttura nota nel panorama del volo leggero italiano. È celebre soprattutto per essere la base dei “Baroni rotti”, la prima scuola di volo in Italia dedicata ai piloti disabili, un’iniziativa di grande valore che ha fatto scuola nel settore. La pista è comunque aperta a chiunque faccia richiesta di atterraggio o decollo, con velivoli di dimensioni contenute, da turismo o ultraleggeri.
Le indagini in corso
Sarà ora compito degli inquirenti fare piena luce sulle cause dello schianto. L’analisi tecnica del velivolo e la ricostruzione degli ultimi istanti di volo saranno fondamentali per stabilire se all’origine della tragedia ci sia stato un guasto meccanico, un problema in fase di decollo o altri fattori. Nel frattempo, resta il cordoglio per la morte di un appassionato di volo, la cui vita si è spezzata durante quella che doveva essere una normale giornata tra i cieli.