– Oltre duecento persone hanno riempito la chiesa di Santa Barnaba, nel quartiere Gratosoglio, per dare l’ultimo saluto a Cecilia De Astis, la 71enne investita e uccisa lunedì scorso da un’auto rubata guidata da un 13enne, a bordo della quale si trovavano altri minorenni di età compresa tra 11 e 13 anni. L’auto era stata sottratta poco prima a turisti francesi.
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Il cordoglio della comunità
All’interno e all’esterno della chiesa, parenti, amici, conoscenti e residenti hanno voluto stringersi attorno alla famiglia. Presente anche Gaia Romani, assessore al Decentramento del Comune di Milano, in rappresentanza dell’amministrazione. La bara, avvolta da silenzio e commozione, è stata accompagnata da lunghi applausi e lacrime.
Le parole dei familiari
Poco prima della cerimonia, i figli e le sorelle di Cecilia hanno voluto ricordarla pubblicamente. La sorella Lina ha parlato di “fallimento del sistema e della società di cui sei stata vittima”, mentre Maria, visibilmente commossa, si è limitata a un “Ciao, Cecilia, ti vogliamo bene”, accolto da un applauso corale. Il figlio Filippo ha lanciato un appello alla comunità: “Milano è una città grande, tutti meritiamo rispetto e dignità. Non possiamo vivere nella paura di fare una passeggiata. Le responsabilità non possono ricadere solo sui ragazzini”.
L’omelia di Don Paolo Steffano
Durante l’omelia, il parroco Don Paolo Steffano ha citato Fabrizio De André e invitato a trasformare l’indignazione in azioni concrete: “Dal letame nascono i fiori, e qui a Gratosoglio di fiori ne abbiamo. Non servono proclami o scaricabarile, servono fatti. Abbiamo bisogno di uomini e donne dal fuoco dentro”.
Il sacerdote ha poi chiesto investimenti continui su povertà educativa, scuola, sport, cooperative di quartiere e parrocchie: “Affido a Cecilia le nostre speranze”.
Un quartiere ferito
La vicenda ha scosso profondamente Gratosoglio e l’intera città, riaccendendo il dibattito su sicurezza, degrado e responsabilità sociali. Per la famiglia, il ricordo di Cecilia dovrà restare legato non solo al dolore, ma anche a un impegno collettivo per evitare altre tragedie.
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