
È morta Rosetta Dello Siesto, moglie di Andrea Camilleri: una vita lunga più di 60 anni vissuta fianco a fianco
La scomparsa di Rosetta Dello Siesto segna la fine di una delle storie d’amore più longeve e significative della letteratura italiana contemporanea. Rosetta, moglie del celebre scrittore Andrea Camilleri, è venuta a mancare dopo una vita interamente condivisa con l’autore siciliano, che ha sempre riconosciuto in lei una figura fondamentale non solo nella sua sfera privata, ma anche nella sua carriera letteraria.
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La loro unione è durata ben 62 anni, dal matrimonio avvenuto nel 1957 fino al 2019, anno in cui Camilleri è scomparso. Da questo lungo e solido matrimonio sono nate tre figlie, cui hanno fatto seguito quattro nipoti e, nel tempo, anche due pronipoti. Una famiglia grande, unita e costruita giorno dopo giorno con amore, rispetto e condivisione.
Una presenza costante nella vita e nel lavoro di Camilleri
Rosetta Dello Siesto non è stata semplicemente la moglie di Andrea Camilleri. È stata la sua compagna di vita, la sua confidente, e, come spesso lui stesso ha sottolineato, la sua prima lettrice. Ogni pagina, ogni manoscritto, ogni riga scritta dallo scrittore veniva prima letta da Rosetta, che aveva quindi un ruolo attivo e cruciale nell’attività creativa del marito.
«Non c’è rigo che io abbia pubblicato che non sia stato prima letto da lei», diceva Camilleri in più occasioni, sottolineando il valore del contributo della moglie anche dal punto di vista professionale. Questo aspetto testimonia un’intesa profonda e sincera, capace di intrecciare vita privata e vita artistica in un legame indissolubile.
Il primo incontro: un amore nato tra le quinte del teatro
La storia d’amore tra Andrea Camilleri e Rosetta Dello Siesto ha avuto inizio in un contesto teatrale, un mondo caro allo scrittore nei suoi primi anni di carriera. L’incontro avvenne a Roma, durante le prove di una commedia teatrale scritta proprio da Camilleri.
Nel suo libro “Ora dimmi di te. Lettera a Matilde”, lo scrittore racconta con emozione e sincerità quel momento decisivo della sua vita: «Fu durante le prove di questa mia prima commedia che feci un incontro che avrebbe segnato per sempre la mia vita», scriveva, rievocando il loro primo scambio.
Rosetta iniziò a frequentare le prove, mostrando interesse e curiosità per l’attività teatrale. Tuttavia, come lui stesso racconta, il mondo del palcoscenico e le sue dinamiche non le erano propriamente affini. Anzi, quando Camilleri le chiese di occuparsi degli effetti sonori, i risultati furono a dir poco disastrosi. Nonostante ciò, la simpatia e l’allegria che Rosetta trasmetteva conquistarono Camilleri fin da subito.
Un legame che ha superato il tempo
Dopo la messa in scena della commedia, lo scrittore partì per la Sicilia con l’intenzione di restare lontano da Roma per circa un mese. Fu proprio durante quella pausa che Camilleri si rese conto dell’importanza che Rosetta aveva già assunto nella sua vita. Ogni giorno il pensiero tornava a lei, e ogni sera la sua immagine sorridente gli si affacciava alla mente.
Confidandosi con due amici d’infanzia, ammise il suo turbamento. Loro, senza esitazione, gli dissero: «Te ne sei innamorato». Una verità che Camilleri accolse con naturalezza e che confermò nei giorni successivi. Al suo ritorno nella capitale, la telefonò e la invitò a cena. Rosetta accettò. Da quella sera in poi, i due hanno cenato insieme per oltre sessant’anni.
Un amore costruito sul dialogo, il rispetto e la complicità
Il legame tra Andrea Camilleri e Rosetta Dello Siesto è stato un esempio raro di equilibrio, affetto e rispetto reciproco. In un’epoca in cui molte relazioni tendono a consumarsi velocemente, la loro unione ha saputo resistere al tempo, alle difficoltà e ai cambiamenti della vita, costruendo giorno dopo giorno una solida base fatta di amore e condivisione.
Rosetta è stata una figura discreta ma costante nella vita pubblica e privata di Camilleri. Non ha mai cercato la ribalta, pur essendo una presenza essenziale nel dietro le quinte della sua produzione letteraria. Era la prima a leggere i suoi scritti, a suggerire, a osservare e, forse, anche a criticare costruttivamente, contribuendo a formare lo stile e la voce narrativa dello scrittore.
Il dolore della perdita e l’eredità di un amore eterno
Con la morte di Rosetta Dello Siesto si chiude definitivamente un capitolo importante della vita di Andrea Camilleri, ma si apre anche la riflessione su un amore autentico, capace di ispirare e di resistere al passare del tempo. La loro storia è un esempio di dedizione reciproca, di crescita condivisa, di umanità profonda.
L’eredità che lascia Rosetta non è solo quella familiare – figli, nipoti e pronipoti – ma anche quella spirituale e affettiva. Ha saputo essere il pilastro silenzioso ma fondamentale della vita di uno dei più grandi autori italiani del Novecento e dei primi anni Duemila.
