lunedì, Agosto 3

Flotilla per Gaza, Meloni risponde a Schlein: le sue parole

La risposta di Meloni alla leader dem

La premier Giorgia Meloni ha risposto ufficialmente alla richiesta della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein in merito alla Global Sumud Flotilla, la missione navale internazionale che si propone di portare aiuti a Gaza e che vede la partecipazione di quaranta imbarcazioni, con a bordo anche alcuni parlamentari italiani. La presidente del Consiglio ha garantito che il governo adotterà “tutte le misure di tutela e di sicurezza dei connazionali”, come sempre avvenuto finora in contesti di crisi.

I rischi dell’iniziativa

Meloni ha sottolineato come l’iniziativa abbia anche “una finalità di natura simbolica o politica”, e che dunque sarà portata avanti indipendentemente dalle difficoltà logistiche e di sicurezza. Tuttavia, la premier ha ribadito che il governo intende garantire l’incolumità dei cittadini italiani coinvolti, pur ricordando i rischi legati al recarsi in un’area di conflitto come la Striscia di Gaza, sotto blocco da parte di Israele.

L’alternativa dei canali ufficiali

Per evitare di esporre i partecipanti a pericoli inutili, la premier ha proposto di utilizzare “canali alternativi e più efficaci di consegna” degli aiuti umanitari. In particolare, Meloni ha ricordato l’iniziativa governativa “Food for Gaza”, attraverso cui l’Italia ha già distribuito oltre 200 tonnellate di beni alimentari e sanitari, raggiungendo anche aree isolate e difficilmente accessibili della Striscia. “Avvalersi dei canali umanitari già attivi, non solo da parte del Governo italiano, eviterebbe rischi e alleggerirebbe l’onere delle autorità chiamate a garantire la sicurezza”, ha scritto Meloni.

Il contesto politico

Le parole della premier arrivano mentre cresce la tensione intorno alla Flotilla: da un lato la solidarietà di una parte dell’opposizione, che sostiene la missione come gesto simbolico per rompere il blocco, dall’altro le preoccupazioni legate alla sicurezza e alle possibili reazioni di Israele. La scelta del governo è dunque quella di ribadire il sostegno umanitario alla popolazione palestinese, ma evitando azioni considerate troppo rischiose per i cittadini italiani coinvolti.