Anna Maria Franzoni, 23 anni fa il delitto di Cogne: cosa fa oggi, il fratello Gioele e il mistero del movente
Un caso che ha segnato la cronaca italiana
A 23 anni dall’omicidio di Samuele Lorenzi, il caso di Anna Maria Franzoni continua a essere uno dei più discussi nella storia giudiziaria italiana. La tragedia avvenne il 30 gennaio 2002 nella villetta di Montroz, a Cogne. Oggi, il programma televisivo “Il Caso” condotto da Stefano Nazi dedica una puntata alla vicenda che ha diviso l’opinione pubblica e occupato per anni le prime pagine dei giornali.
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Il delitto di Cogne: la ricostruzione
La mattina del 30 gennaio 2002, Anna Maria Franzoni accompagnò il figlio maggiore, Davide, alla fermata dello scuolabus, a circa 300 metri da casa. Al rientro trovò il piccolo Samuele, di soli 3 anni, gravemente ferito nel lettone matrimoniale. Il bambino presentava diciassette colpi alla testa, con tracce di sangue su cuscini, lenzuola, pareti e pavimento.
Alle 8:27 la donna chiamò il 118, sostenendo che il figlio aveva vomitato sangue e non respirava. Sul posto arrivarono la vicina di casa e il medico di famiglia, ma per il bambino non ci fu nulla da fare. Samuele morì poco prima delle 10, durante il tentativo di trasporto in sala operatoria all’ospedale di Aosta.
L’inchiesta e il processo
Le indagini si concentrarono subito sulla madre. Nel 2004, Anna Maria Franzoni fu condannata in primo grado a 30 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato. La sentenza si basava su elementi come le tracce di sangue sul pigiama e sugli zoccoli. Nel 2007, in appello, la pena fu ridotta a 16 anni per la scelta del rito abbreviato. La Cassazione confermò la condanna nel 2008.
Dopo aver scontato sei anni in carcere, Franzoni ottenne la detenzione domiciliare nel 2014 e tornò completamente libera nel 2018.
Cosa fa oggi Anna Maria Franzoni
Dopo aver saldato il debito con la giustizia, Anna Maria Franzoni vive oggi a Monteacuto Vallese, frazione di San Benedetto Val di Sambro, insieme al marito Stefano Lorenzi e ai figli Davide e Gioele. La famiglia gestisce un agriturismo nella zona, mantenendo un profilo lontano dai riflettori.
Il figlio Gioele e la vita privata
Nel 2003, un anno dopo il delitto, la coppia ebbe un altro figlio, Gioele. L’annuncio della gravidanza fu dato in diretta televisiva durante il Maurizio Costanzo Show, a testimonianza del clamore mediatico che il caso aveva suscitato in quegli anni.
La villetta di Montroz e il contenzioso con Taormina
La villetta di Montroz, ribattezzata dai media come “la villetta degli orrori”, è rimasta a lungo un simbolo del delitto. Nel 2020 il tribunale di Aosta ne dispose la vendita all’asta a causa di un contenzioso con l’avvocato Carlo Taormina, legato al mancato pagamento degli onorari di difesa. Nel 2017 il Tribunale di Bologna condannò Franzoni a risarcire 275.000 euro, cifra che, con interessi e spese legali, superò i 450.000 euro.
La famiglia Lorenzi, però, ha poi saldato il debito, evitando l’asta. Nel giugno 2021 il tribunale dichiarò estinta la procedura esecutiva, ponendo fine alla vicenda legale.
Un caso che continua a far discutere
Il delitto di Cogne resta una pagina indelebile della cronaca italiana. La figura di Anna Maria Franzoni, il movente mai del tutto chiarito e la drammaticità dei fatti mantengono vivo l’interesse mediatico, tanto che la villetta e i protagonisti del caso continuano a essere oggetto di approfondimenti televisivi e giornalistici.


