Dietro le dimissioni di Daniela Santanchè non c’è solo una decisione politica. C’è anche una dimensione personale, fatta di sorpresa, tensione e scelte maturate nel giro di poche ore.
A raccontarla, questa volta, è chi le è stato accanto durante tutta la vicenda. Parole che aprono uno squarcio sulle ultime ore prima del passo indietro, aggiungendo un tassello diverso rispetto alla versione ufficiale.
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“Ha fatto bene a dimettersi”

Il compagno dell’ex ministra, Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena, interviene per la prima volta e difende la scelta: “Ha fatto bene, era giusto così”. Secondo il suo racconto, la decisione sarebbe stata legata soprattutto alla richiesta diretta della premier Giorgia Meloni, descritta come una figura di grande fiducia per Santanchè.
Un passaggio che trasforma le dimissioni in un gesto più personale che politico.
La sorpresa e il clima delle ultime ore
Ma il punto più significativo riguarda il momento in cui tutto cambia. La richiesta di dimissioni, racconta Kunz, sarebbe arrivata in modo del tutto inaspettato: un vero “fulmine a ciel sereno”. Un elemento che spiega anche la resistenza iniziale della ministra, che fino all’ultimo non sembrava intenzionata a lasciare il proprio incarico.
Secondo il compagno, Santanchè avrebbe provato a tenere la posizione per mandare un messaggio chiaro: non legare la sua uscita di scena alla sconfitta del referendum. Un tentativo di distinguere la propria vicenda da quella di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, dimissionari nei giorni precedenti. Una linea che però, con il passare delle ore, è diventata sempre più difficile da sostenere.
Il confronto con Meloni
La svolta arriva dopo un confronto diretto tra Santanchè e Meloni. Un colloquio, anche telefonico, che avrebbe chiarito definitivamente la situazione e portato alla decisione finale.
Da quel momento, il passo indietro diventa inevitabile. Nonostante la difesa pubblica, Kunz ammette che la decisione è stata presa con fatica. “Ci teneva a restare”, spiega, sottolineando come l’addio non fosse nei piani iniziali. Un dettaglio che rafforza l’idea di una dimissione non spontanea, ma maturata sotto pressione politica.
Un finale che lascia strascichi
Le parole del compagno restituiscono un’immagine diversa delle dimissioni: non solo un atto istituzionale, ma una scelta vissuta anche sul piano umano. E che, almeno per ora, lascia ancora aperti interrogativi e tensioni sul piano politico.