lunedì, Giugno 8

Fabio Farina eletto sindaco di Mortara con il 70,31%: la lista civica “Sveglia Mortara” stravince

È un risultato che ha del clamoroso. Fabio Farina è il nuovo sindaco di Mortara, comune pavese di quasi 16.000 abitanti in Lomellina, con il 70,31% dei voti su tutte e 15 le sezioni scrutinate.

Il suo avversario, Vittorio Testa — direttore dell’Informatore Lomellino, sostenuto da una coalizione di cinque partiti di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Lombardia Ideale) più la lista civica Viviamo Mortara — si è fermato al 29,69%.

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Farina ha ottenuto 3.538 voti, aggiungendone ben 1.216 rispetto al già solido risultato del primo turno. Testa invece ha perso per strada 518 voti rispetto al primo turno, più di uno su quattro di quelli ottenuti in precedenza. L’affluenza si è attestata al 43,66%, circa 9 punti in meno rispetto al primo turno.

Com’è nata la lista “Sveglia Mortara”

Fabio Farina nuovo sindaco di Mortara 2026 - lista civica Sveglia Mortara vince con 70,31% contro coalizione di cinque partiti di centrodestra

Nella serata della vittoria, in una live su YouTube trasmessa poco dopo la proclamazione dei risultati, Farina ha raccontato la genesi del progetto con una franchezza disarmante. «Tutto nasce da luglio-settembre, quando abbiamo gettato il primo embrione dell’idea» ha spiegato il neo-sindaco. Il movimento Sveglia Mortara non è nato da una struttura partitica né da un apparato organizzato, ma da una conversazione tra cittadini, da una maglietta vista online, da un’idea presa sul serio da poche persone che poi si sono moltiplicate.

Accanto a Farina, determinante è stata la figura di Fabio, il vice con decennale esperienza come vicesindaco e assessore alle finanze, presentato dal neo-sindaco come «il mio professore di politica locale». La svolta vera, secondo Farina, è arrivata con la scelta della squadra: «Abbiamo messo insieme 16 persone affiatate. A un certo punto Fabio non riusciva più a contenerle, talmente erano desiderose di impegnarsi. È scattata quella specie di magia che c’è quando tante persone si appassionano visceralmente a un progetto».

92 candidati avversari, 6 liste contro

Il dato numerico della sfida è impressionante. Contro l’unica lista civica di Farina erano schierate 6 liste, ognuna delle quali esprimeva fino a 16 candidati: in totale 92 candidati avversari. «Era un’armata contro» ha commentato Farina nella live, sottolineando come in una città di 16.000 abitanti dove tutti si conoscono, avere 92 candidati in campo significasse che quasi ogni elettore aveva un parente, un amico o un conoscente tra gli avversari. Eppure al ballottaggio, quando le opzioni si sono ridotte a due, almeno 500 voti che al primo turno erano andati al centrodestra sono confluiti su Sveglia Mortara.

Il messaggio centrale della campagna elettorale era racchiuso in uno slogan semplice e diretto: “È ora”. «Il messaggio è stato talmente recepito dalla gente: è ora, Farina sindaco, basta a tutta una serie di cose» ha spiegato il neo-sindaco. I volantini distribuiti porta a porta mostravano le facce vere dei candidati con la scritta “Cittadini, non professionisti della politica”: un’intuizione che Farina definisce «un’idea vincente che ci ha amalgamato e portato a un risultato strepitoso».

La Lomellina che si è stancata: sfiducia profonda nei partiti tradizionali

Nella live, Farina ha offerto un’analisi lucida e senza sconti del territorio che si appresta a governare. La Lomellina — quella «linguetta della Lombardia compresa tra il Sesia, il Po e il Ticino» — è descritta come un’area che negli ultimi anni «è andata via via degradando», trasformandosi in uno sfogo delle pressioni sociali ed economiche generate dal sud di Milano. Case da 40.000 euro per 100 metri quadrati nel centro di Mortara — un indicatore plastico del declino economico — assenza di cantieri edili, e un’immigrazione crescente di lavoratori precari che si spostano in bici elettrica verso gli allevamenti della zona.

«La maggioranza delle persone è altamente sfiduciata» ha detto Farina, precisando che non si tratta di una normale delusione politica. «Non è la sfiducia di chi ha perso una partita e vuole rivincerla. È proprio: non ne voglio sapere delle vostre proposte politiche, chiunque voi siate». Una sfiducia viscerale e strutturale, che Sveglia Mortara ha saputo intercettare proprio perché si è presentata come qualcosa di genuinamente diverso — non un partito con un simbolo, ma un gruppo di cittadini comuni con un programma concreto e le facce in facciata.

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