venerdì, Luglio 17

Famiglia nel bosco, nuove indiscrezioni inquietanti sui figli allontanati

Le ultime indiscrezioni sulla vicenda della famiglia anglo-australiana che viveva nel bosco di Palmoli assumono contorni sempre più inquietanti. I tre figli della coppia, attualmente collocati in una struttura protetta, sarebbero al centro di nuove valutazioni da parte dei servizi sociali che rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già drammatica.

Secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, gli assistenti sociali, in accordo con la tutrice, starebbero valutando l’ipotesi di allontanare anche la madre, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia. Una scelta che, se confermata, priverebbe i bambini dell’unico punto di riferimento affettivo quotidiano rimasto.

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Famiglia nel bosco, la tutrice gela tutti: "I bambini non sanno..."

Il racconto del padre: “I miei figli sono in ansia costante”

A denunciare pubblicamente il disagio dei minori è stato il padre, Nathan Trevallion, che in un’intervista ha descritto uno stato emotivo profondamente compromesso. Secondo l’uomo, i figli vivrebbero in una condizione permanente di agitazione e ansia, manifestando rabbia reciproca e comportamenti autolesivi.

Durante le visite controllate, limitate a un’ora, Nathan racconta episodi precisi: “Uno di loro a volte rompe le cose che ama di più” e “la più grande arriva a mordersi le dita fino a farle diventare rosse”. Segnali che, a suo dire, raccontano una sofferenza evidente e crescente.

I bambini, aggiunge il padre, chiedono continuamente quando potranno tornare a casa e reagiscono con crisi di pianto e scatti di rabbia quando comprendono che ciò non accadrà a breve.

La replica della tutrice: “Sono sereni e adattati”

Di tutt’altro tenore la posizione della tutrice, Maria Luisa Palladino, che ha smentito pubblicamente le dichiarazioni del padre. In una replica diffusa sulla stampa, Palladino afferma in modo netto che “i bambini sono sereni e pienamente adattati al nuovo ambiente”.

Una versione che ha suscitato forti reazioni e perplessità, non solo nell’opinione pubblica, ma anche tra esperti e professionisti del settore.

Le critiche degli esperti: “Una prigionia emotiva”

La questione è approdata anche in televisione. Durante una puntata di Storie Italiane su Rai 1, diversi ospiti si sono apertamente dissociati dalla lettura rassicurante fornita dalla tutrice.

Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, ha parlato di una ricostruzione che contrasta con ogni principio di buon senso: “Se fosse davvero così, dovrei buttare al macero trent’anni di studi e di esperienza”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, secondo cui il trasferimento coatto di bambini cresciuti in un contesto radicalmente diverso non può che aver prodotto un trauma profondo, destinato a lasciare segni duraturi nel loro sviluppo emotivo.

Anche il sindaco di Palmoli esprime dubbi

Preoccupazione condivisa anche dal sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, che da settimane tenta una mediazione con le autorità competenti. Secondo il primo cittadino, è assolutamente plausibile che bambini sottratti improvvisamente al loro ambiente di vita non possano essere realmente sereni.

Masciulli continua a chiedere una rivalutazione del caso, sottolineando la necessità di tenere conto della dimensione affettiva e non solo di quella burocratica.

L’intervento della Garante per l’infanzia

Sulla vicenda è intervenuta anche Martina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, annunciando la presentazione di un vademecum nazionale sull’allontanamento dei minori e l’avvio di corsi di formazione per forze dell’ordine, operatori sociali, avvocati e tutori.

In merito all’ipotesi di allontanare anche la madre dalla struttura di Vasto, Terragni è stata categorica: “Deve trattarsi di un fraintendimento. Non è immaginabile infliggere ai minori un ulteriore trauma dopo quello subito nel novembre scorso”.

Una normativa da rivedere

Al di là degli interventi emergenziali, resta aperto il nodo della normativa sull’allontanamento dei minori. Un tema che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato come prioritario, ribadendo la necessità di limitare queste misure ai soli casi estremi.

“Se la questione diventa ideologica – ha affermato la premier – allora abbiamo un problema”. Una frase che, alla luce di quanto sta accadendo a Palmoli, assume un peso politico e umano ancora più rilevante.