Il caso della famiglia nel bosco si allarga ogni giorno di più. Non riguarda più soltanto Catherine Birmingham, il marito Nathan Tevrallion e i loro tre figli: la vicenda è uscita dai confini del Tribunale dei Minori dell’Aquila e del piccolo comune di Palmoli, arrivando a coinvolgere la politica nazionale e riaprendo il dibattito sui limiti tra libertà educativa, diritti dei bambini e scelte radicali di vita off-grid.
La vita fuori dal mondo (ma non dal web)

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Catherine Birmingham, 45 anni, australiana, ha scelto con la famiglia una vita totalmente “off grid”: niente elettricità, niente gas, niente acqua corrente, una scelta di isolamento quasi totale. “Quasi”, perché dalle tracce digitali emerge un quadro diverso: pur vivendo in autonomia, Catherine aveva comunque bisogno di una minima entrata economica e di una connessione internet.
Proprio online, infatti, è stato ritrovato il sito catherinelouisebirmingham.com, ora non più accessibile. La piattaforma è stata documentata in diverse versioni grazie alla Wayback Machine, l’archivio digitale che conserva copie storiche dei siti web.
Un sito attivo per quattordici anni, ora sparito

La prima traccia del sito risale al gennaio 2011. In quell’anno la pagina era semplice: presentava il libro di Catherine, Ride for Life, un volume motivazionale a tema equitazione. Un testo proposto a 29 dollari, non disponibile su Amazon, accompagnato da un ampio racconto autobiografico e dalla descrizione della sua scelta di vita nei boschi.
Il libro includeva anche una prefazione firmata da Nathalie di Sayn-Wittgenstein-Berleburg, aristocratica danese, amazzone olimpica e medaglia di bronzo nel dressage a squadre alle Olimpiadi di Pechino del 2008.
Wayback Machine mostra decine di salvataggi del sito dal 2011 al 2025, segno di un progetto durato nel tempo. L’ultima versione disponibile risale al 15 aprile 2025. Oggi, invece, il dominio mostra soltanto una pagina WordPress: “Il sito è privato”. Non è chiaro quando e perché sia stato oscurato.
Il cuore del business: le “Letture Energetiche”
Tra i servizi offerti da Catherine Birmingham c’erano le cosiddette Letture Energetiche, sedute di consulenza in videocall. Lo stesso termine appare anche come “Letture del Campo Energetico”.
Si trattava di sessioni basate – secondo la sua descrizione – su una connessione spirituale ed energetica con il cliente. Ecco come Catherine definiva il servizio: “È il momento in cui mi connetto alla tua energia e ti offro una lettura sul punto in cui potresti essere nella vita e quali passi in avanti dovresti fare secondo la tua Anima e le tue Guide Spirituali”.

Catherine sottolineava di non fare previsioni: “Non sono qui per prevedere il tuo futuro. Sono qui per spiegare il tuo presente e aiutare il confronto con lui”.
Il listino prezzi, salvato nel maggio 2022, mostrava tariffe tra 40 e 180 dollari australiani (circa 22–100 euro), a seconda della durata: da una sessione rapida di 10 minuti a una consulenza di un’ora.
Il sito oggi non è più raggiungibile: questo dettaglio, insieme al ruolo crescente dei genitori nel dibattito pubblico, ha attirato l’attenzione di giornalisti e osservatori. Il lavoro di Catherine, infatti, unisce scrittura, spiritualità, coaching e pratiche energetiche, elementi che aggiungono nuove sfumature al caso che sta scuotendo il Paese.
Tra la scelta di vivere nei boschi, la sospensione della potestà genitoriale e un’attività online scomparsa improvvisamente, la storia della famiglia Birmingham–Tevrallion continua a sollevare domande – e a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica.