giovedì, Gennaio 22

Federica Torzullo, il retroscena: cos’è successo la mattina dell’omicidio

Un dettaglio temporale, apparentemente marginale, sta assumendo un peso crescente nell’inchiesta sull’omicidio di Federica Torzullo. Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione la sequenza degli eventi della mattina del delitto, concentrandosi ora su una presenza inattesa nei pressi dell’abitazione della coppia.

Nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari emerge infatti che il padre di Claudio Carlomagno, accusato di aver ucciso la moglie, si trovava nelle vicinanze della villetta di via Costantino proprio nelle prime ore del mattino.

La presenza del padre davanti alla villetta

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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una telecamera di sorveglianza ha immortalato l’uomo alle 7:08 mentre transitava nella zona. Le immagini lo mostrano fermarsi per circa nove minuti, fino alle 7:17, davanti al cancello della proprietà.

Il filmato documenta l’ingresso nel perimetro esterno dell’abitazione, ma non consente di stabilire con certezza se l’uomo sia entrato all’interno della casa o se sia rimasto nel giardino. Un elemento che, allo stato attuale, resta privo di chiarimenti definitivi.

La versione fornita agli inquirenti

Il padre di Carlomagno non risulta indagato. Lo stesso Claudio ha spiegato agli investigatori che quella mattina il genitore si sarebbe recato lì per una necessità pratica: recuperare o consegnare le chiavi di un furgone aziendale.

Una spiegazione che, considerata isolatamente, potrebbe apparire compatibile con una normale routine lavorativa, ma che assume un significato diverso se inserita nella cronologia dell’omicidio.

L’orario del delitto e i nodi da chiarire

Secondo la confessione resa da Carlomagno, l’omicidio di Federica Torzullo sarebbe avvenuto intorno alle 6:40 del mattino. In base a questo orario, il padre non si troverebbe ancora sul posto al momento dell’aggressione.

Subito dopo, però, l’uomo avrebbe tentato di chiamarlo senza ricevere risposta e avrebbe telefonato anche alla moglie, che in quel momento sarebbe già deceduta. È proprio sull’esatta finestra temporale della morte che si stanno concentrando ora gli accertamenti.

La ricostruzione degli spostamenti

La mattina del delitto risulta scandita da una serie di movimenti documentati. Alle 7:35 Carlomagno esce di casa con il corpo della moglie nel bagagliaio della sua auto e raggiunge il deposito aziendale pochi minuti dopo.

Seguono ulteriori spostamenti: l’uscita e il rientro di mezzi aziendali, un nuovo passaggio in via Costantino alle 10:02 e un breve rientro nella villetta prima di allontanarsi nuovamente.

È in questo intreccio di orari, presenze e movimenti che si inserisce il punto ancora oscuro dell’indagine: quei nove minuti trascorsi dal padre davanti alla casa. Un lasso di tempo breve, ma potenzialmente decisivo per comprendere se qualcuno abbia visto, saputo o intuito qualcosa nelle ore immediatamente successive al delitto.

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