mercoledì, Gennaio 21

Federica Torzullo, la confessione del marito: cosa rischia ora

Claudio Agostino Carlomagno ha confessato l’omicidio della moglie, Federica Torzullo.

La svolta è arrivata nel corso dell’interrogatorio davanti agli inquirenti, durante il quale l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità per la morte della donna, avvenuta ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma.

La Procura di Civitavecchia contesta all’indagato il reato di femminicidio, oltre a quello di occultamento di cadavere. Secondo gli investigatori, Carlomagno sarebbe al momento l’unico responsabile del delitto.

La scomparsa e il ritrovamento del corpo

Anguillara, la ditta del marito di Federica Torzullo al centro del ritrovamento

Federica Torzullo, 41 anni, era scomparsa l’8 gennaio dalla sua abitazione di Anguillara Sabazia. Per giorni le ricerche non avevano dato esito, fino al tragico ritrovamento avvenuto la scorsa domenica.

Il corpo della donna è stato rinvenuto in una buca scavata in un terreno attiguo all’azienda del marito. Un luogo che, secondo la Procura, Carlomagno conosceva bene e che avrebbe utilizzato per tentare di nascondere le tracce del delitto.

La confessione e la posizione della Procura

Dopo essersi inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere, Carlomagno ha deciso di rendere piena confessione. L’uomo si trova in carcere a Civitavecchia, in stato di fermo, in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari.

Il procuratore capo ha sottolineato nei giorni scorsi il contegno scarsamente collaborativo dell’indagato e il pericolo di fuga, elementi che hanno motivato il fermo.

Il reato di femminicidio

Alla luce delle modalità dell’omicidio e del probabile movente, la Procura ha contestato l’articolo 577 bis del codice penale, che prevede l’ergastolo per l’uccisione di una donna compiuta per motivi di odio, discriminazione di genere o per reprimere la sua libertà personale.

Secondo gli inquirenti, il delitto sarebbe maturato nel contesto della separazione tra i coniugi e della volontà di Federica di ricostruirsi una vita autonoma.

I risultati dell’autopsia

I primi esiti dell’autopsia delineano un quadro di estrema violenza. Federica Torzullo sarebbe stata colpita con 23 coltellate: 19 tra collo e volto, le altre sul resto del corpo.

Sono state rilevate anche ustioni al volto, al collo, alle braccia e nella parte superiore del torace. I colpi hanno raggiunto con particolare forza l’addome, il bacino e gli arti inferiori.

L’intera gamba sinistra risulta amputata, mentre il torace sarebbe stato schiacciato dall’azione a cucchiaio della benna di una scavatrice, in una fase successiva all’uccisione.

La difesa disperata e il colpo mortale

Dall’esame medico-legale emergono anche almeno quattro ferite da difesa sulle mani, segno che Federica ha tentato di proteggersi dalla furia omicida.

La morte sarebbe stata causata dalla lesione dei vasi arteriosi del collo. Il colpo fatale, secondo una prima valutazione, sarebbe stato inferto al lato destro.

Le prove e le indagini in corso

Gli investigatori ipotizzano l’uso di una lama bitagliente. Numerose tracce di sangue sono state individuate dai carabinieri del Ris sugli abiti da lavoro di Carlomagno, all’interno di un armadio e nella sua automobile.

Restano ancora aperti alcuni interrogativi centrali: che fine abbia fatto l’arma del delitto e che cosa sia accaduto al telefono cellulare di Federica, elementi che potrebbero chiarire ulteriormente la dinamica e la pianificazione del crimine.

Un caso che scuote Anguillara

Il femminicidio di Federica Torzullo ha profondamente scosso la comunità di Anguillara Sabazia. Un delitto che, secondo la Procura, non sarebbe stato un gesto d’impeto, ma l’esito di una violenza maturata nel tempo.

L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio ogni fase dell’omicidio e accertare tutte le responsabilità.

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