mercoledì, Giugno 24

Garlasco, se Stasi venisse assolto lo Stato deve sborsare una cifra folle

La nuova inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio non ha solo implicazioni penali. Se la condanna definitiva di Alberto Stasi — 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, pronunciata nel 2015 — dovesse essere ribaltata attraverso la revisione del processo, si aprirebbe una questione economica di proporzioni significative. Il conto potrebbe superare i 6 milioni di euro, trasformando il caso Garlasco nel più costoso errore giudiziario della storia italiana recente.

Ingiusta detenzione o errore giudiziario: la differenza che vale milioni

Leggi anche:Camaiore, uccide la moglie e il figlio con un fucile da caccia: tragedia familiare sulle colline della Versilia

Leggi anche:Nato, bufera sul governo Meloni: “500 aerei Usa partiti dalle basi italiane”. Opposizioni all’attacco

Leggi anche:Alemanno choc dopo il carcere: “Pizzo per usare le docce e razzismo contro gli italiani”

La legge italiana distingue tra due categorie di risarcimento che seguono logiche molto diverse. Nel caso di “ingiusta detenzione” esiste un limite massimo all’indennizzo riconosciuto dallo Stato. Nel caso di “errore giudiziario” — che è l’ipotesi più pertinente per Stasi, qualora la revisione del processo portasse a un’assoluzione dopo anni di carcere — non è previsto alcun tetto prestabilito. Il risarcimento viene calcolato caso per caso, tenendo conto della durata della detenzione, dei danni morali e psicologici, delle spese legali e delle perdite economiche subite.

I numeri: fino a 3,6 milioni solo per la detenzione

Stasi è in carcere da oltre dieci anni. Secondo le stime riportate da Panorama negli ultimi mesi, il risarcimento per la sola detenzione potrebbe oscillare tra i 2 e i 3,6 milioni di euro. A queste cifre andrebbero aggiunte ulteriori somme per i danni morali e psicologici — una vita stravolta, quasi vent’anni di battaglie giudiziarie, la perdita della libertà in anni cruciali dell’esistenza — e le spese legali accumulate dall’inizio delle indagini nel 2007 a oggi.

C’è poi un capitolo specifico particolarmente rilevante: gli oltre 850mila euro che Stasi ha già versato alla famiglia Poggi come risarcimento civile. Qualora venisse assolto in sede di revisione, quella somma potrebbe dover essere restituita. Il totale complessivo, sommando tutti questi elementi, potrebbe superare i 6 milioni di euro.

Uno degli errori giudiziari più costosi d’Italia

Per avere un termine di confronto: i risarcimenti per errori giudiziari in Italia raramente superano il milione di euro. Un eventuale risarcimento da 6 milioni per Stasi sarebbe senza precedenti nella storia giudiziaria italiana recente — sia per l’entità della cifra che per la risonanza mediatica del caso.

Va sottolineato con chiarezza che si tratta ancora di ipotesi. Alberto Stasi resta un condannato definitivo. Nessuna revisione è stata ancora formalmente richiesta né tantomeno concessa. La Procura generale di Milano, ricevendone gli atti da Pavia, dovrà valutare se ci siano i presupposti per avviare la procedura. E solo dopo un lungo iter — con la Corte d’appello di Brescia chiamata a vagliare l’ammissibilità — si potrà arrivare a un eventuale nuovo giudizio.

La revisione del processo: uno strumento straordinario

La revisione è uno degli strumenti più rari e complessi dell’ordinamento italiano. Viene utilizzata nei casi in cui emergano prove nuove o elementi capaci di mettere in discussione una sentenza definitiva. È un meccanismo pensato proprio per correggere gli errori giudiziari più gravi — quelli che hanno portato in carcere persone innocenti. Se la revisione del processo a Stasi venisse avviata e portasse a un’assoluzione, l’impatto istituzionale sarebbe enorme: non solo sul piano economico, ma su quello della credibilità del sistema giudiziario italiano, già messo alla prova da una vicenda che dura da quasi vent’anni senza trovare pace.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.